Giro d’Italia 2017, Rovetta: origini storiche e attrattive turistiche [GALLERY]

Rovetta, detta Roèta o Ruèta in dialetto bergamasco, è un comune italiano di 3.804 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia. Situata su un altopiano a circa 700 m di altezza, in un ambiente naturale suggestivo, circondato da colli e monti dominati dal massiccio della Presolana (2521 m s.l.m.), Rovetta, inserita in un contesto prealpino ricco di fascino, con prati, boschi e monti percorsi da facili sentieri che partono non lontano dal centro abitato, si offre al turista che ama la montagna con incantevoli paesaggi e suggestivi panorami. Un po di storia: i primi insediamenti umani presenti sul territorio risalgono all’epoca delle tribù degli Orobi, che lasciarono il posto a quelle dei Galli Cenomani, i quali, a loro volta, si piegarono alla dominazione romana. I primi documenti scritti, invece, risalgono all’anno 1080, quando il borgo era posseduto dei vescovi di Bergamo. I secoli successivi videro il paese al centro delle dispute tra fazioni guelfe e ghibelline, tanto che venne incendiato nel 1378, insieme alla vicina frazione di San Lorenzo, durante lo scontro che vide la vittoria dei ghibellini. La tranquillità sociale e politica venne raggiunta con l’avvento della Repubblica di Venezia, avvenuta nel corso del XV secolo. Nel 1409 Rovetta divenne una parrocchia autonoma. Gli anni seguenti furono contrassegnati da carestie ed epidemie di peste che decimarono la popolazione. Nel 1734 una grave siccità fu superata grazie ad una sorgente d’acqua, trovata presso la Casa Fantoni, che salvò gli abitanti di Rovetta e dei paesi vicini. Il paese seguì quindi le vicende della città di Bergamo e come questa subì l’occupazione francese ed infine entrò nel Regno d’Italia. Il 28 aprile 1945, 43 giovani fascisti della legione Tagliamento furono fucilati dai partigiani nella Strage di Rovetta, dopo aver deposto le armi e dopo un processo sommario. Una delle principali attrazioni del paese è la casa museo Fantoni, creato nel 1968 dall’ultimo discendente della famiglia, che raccoglie documenti, schizzi, modelli ed opere della famiglia che ebbe in Andrea il proprio esponente di spicco. Sede della fondazione Fantonum de Rascarolo, celebra tutti gli esponenti della famiglia stessa, da Grazioso, padre di Andrea, a Giovanni, famosi intarsiatori, fino a Luigi, letterato e tipografo dal carattere stravagante. Il museo fantoni è stato segnalato come luogo del cuore dal FAI. Situata al centro del paese troviamo la chiesa parrocchiale dedicata a Tutti i Santi, con all’interno molte bellezze artistiche legate al nome della famiglia Fantoni, tra cui l’altare maggiore, in marmo intarsiato del 1600-1700 con i due angeli di Andrea Fantoni, il fonte battesimale, l’altare della Madonna opera di Andrea Fantoni ai cui piedi vi è la sua tomba, il pulpito del 1780 e l’altare dei morti e, un po’ più nascosti la bella sacrestia ed il coro sempre opera dei Fantoni. All’interno della chiesa si trovano opere pittoriche importanti tra cui eccelle la pala dell’altare maggiore, opera di Giambattista Tiepolo, risalente al 1734 e raffigurante la Madonna in gloria con i Santi. Da visitare anche la Chiesa dei Disciplini, risalente al Trecento, la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, situata nell’omonima frazione, il santuario della Madonna dei Viandanti in località Sommaprada, in ricordo del fatto miracoloso. avvenuto il 2 luglio 1533, quando la Vergine apparve ai carbonai ed ai boscaioli, assaliti dai briganti. Secondo la tradizione, una luce splendente mise in fuga i malviventi. Il Santuario fu eretto per espressa richiesta della Vergine nel 1544. All’interno del Santuario è custodito un affresco del ‘400 con l’immagine della Madonna che tiene tra le braccia il Bambino; ai lati vi sono San Sebastiano, protettore degli artigiani, e San Rocco, protettore degli appestati.
Ed ancora: la Cappella del Crest, tra Rovetta e Clusone, la cappella della SS. Trinità, costruita aiprimi del 900 pe salvare il paese dall’erosione del monte Biellone, la cappella degli Alpini sulla cima del monte Blum. Tra le ricorrenze: la “Sagra della Patata” che ripropone ogni anno la vita quotidiana del paese nella prima metà del XIX secolo: la piazza principale del paese (“piazza Ferrari“) viene allestita con capanne, paglia e animali e dei volontari indossano gli abiti tradizionali e ripropongono elementi della cultura popolare e del folklore locale. Nel 2010 il Comune di Rovetta è stato insignito di Bandiera Verde da parte di Legambiente all’interno dell’iniziativa La Carovana delle Alpi con la seguente motivazione: Per le politiche di sostenibilità di un comune che, da anni, applica una convinta pratica di coinvolgimento della popolazione e delle associazioni nella valorizzazione e conservazione del proprio territorio.