Studiare l’identikit molecolare del cancro per trovare terapie personalizzate a seconda del paziente e massimizzare le chance di cura attraverso i farmaci ‘intelligenti’ che agiscono selettivamente sulle caratteristiche molecolari di ogni tumore. E’ questo l’obiettivo di alcuni progetti di ricerca condotti dagli Istituti della Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica di Roma e dai reparti del Policlinico Gemelli nel campo dell’oncoematologia e immunologia dei tumori, presentati in occasione della VI edizione della Giornata per la ricerca promossa dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica e dalla Fondazione Gemelli. Per esempio nella ricerca ‘InSight‘, pubblicata di recente su ‘Nature Genetics’, i ricercatori dell’Istituto di Medicina genomica hanno classificato più di 2.000 varianti di sequenza del Dna (mutazioni) in tumori al colon-retto, con lo scopo di allargare i possibili bersagli terapeutici e analizzato alcune regioni genomiche normalmente soggette a regolazione epigenetica. Lo studio ha dimostrato una disregolazione nel 90% dei tumori analizzati e anche in un sottogruppo di campioni di tessuto sani adiacenti al tumore. Da qui il suggerimento – spiegano i ricercatori – che alterazioni della regolazione dei geni potrebbero essere già presenti nella mucosa sana del tratto digerente prima che si sviluppi il tumore e potrebbero rappresentare una lesione molecolare precancerosa, una base per nuovi test di diagnosi precoce. In un altro studio, pubblicato su ‘Journal of Clinical Oncology’, attraverso la collaborazione tra l’Anatomia patologica, l’Oncologia e la Chirurgia è stata identificata in pochissimi pazienti la presenza nei tumori gastrointestinali di due sostanze in genere presenti solo separatamente: i fattori Kit e Pdgfra (Platelet-derived growth factor receptor A). E’ necessaria quindi, secondo i ricercatori, un’analisi molecolare di più fattori per evitare che sfuggano elementi condizionanti una corretta terapia. Ancora, un recente lavoro pubblicato su ‘Head and Neck’ e svolto dall’Istituto di Clinica otorinolaringoiatrica, ha identificato due marcatori molecolari che consentono di prevedere la risposta al trattamento terapeutico con farmaci bersaglio: si tratta del gene Mcm7 (Minichromosome maintenance protein 7) correlato con la resistenza al trattamento, e del gene Geminin che correla invece con una buona risposta clinica. Una ricerca pubblicata su ‘Cancer Medicine’ ha invece evidenziato che l’analisi della molecola Tarc, una chemochina, associata alla valutazione precoce della malattia e ad altre caratteristiche cliniche dei pazienti, può rappresentare un valido strumento nella guida alla terapia in pazienti con linfoma di Hodgkin così da selezionare il più precocemente possibile i pazienti a peggiori prognosi candidati a terapie più intense, e preservare invece da eccessiva tossicità i pazienti a prognosi migliore candidati a terapie standard.
Identikit molecolare per terapie intelligenti su misura: creati “algoritmi” per leggere le variazioni genetiche
