Nella Terra dei fuochi “allergie, tireopatie, autismo, infertilità, malformazioni, tumori si evidenziano in maniera allarmante sul campo, negli studi delle uniche e vere antenne epidemiologiche del territorio: i medici e i pediatri di famiglia che, ripeto, potrebbero offrire a costo zero e in tempi rapidissimi la fotografia reale del territorio”. Luigi Costanzo, medico di famiglia campano, dice basta al “balletto dei numeri” del cancro nella zona, che prosegue in queste ore dopo una precisazione dell’Istituto scientifico biomedico euro mediterraneo-Isbem di Mesagne (Brindisi) sullo studio ‘Epikit’ pubblicato sull”International Journal of Environmental Research and Public Health’, dal quale emergeva una discrepanza rispetto ai dati diffusi dalla Regione Campania. Costanzo consegna all’AdnKronos Salute quelle che chiama “riflessioni senza pretese di un medico di famiglia”. Perché “mentre si studiano i numeri (e non le persone) – si sfoga il camice bianco – la gente continua ad ammalarsi”. Per questo “non è più tempo di giocare con la vita delle persone, non è più il tempo di dare i numeri – incalza – Il dramma che stiamo vivendo necessita di azioni credibili per ridare un briciolo di speranza a un popolo che si sente abbandonato, e che ha perso la fiducia nelle istituzioni e in una ‘scienza di Stato’ lenta, contraddittoria, omertosa che dà risposte ambigue, lontane dai problemi della gente”. “E’ una sconfitta, per tutti noi e per un Paese che si definisce ‘civile’ – avverte Costanzo – quando una persona, anche una sola persona o un solo bambino, si ammala e muore per una causa evitabile. Una causa che noi medici, le Istituzioni, un Paese, potevamo evitare, innanzitutto e soprattutto – conclude – attraverso la prevenzione primaria, difendendo e tutelando l’aria, l’acqua, la terra, l’ambiente in cui viviamo”.
