Ambiente: con l’economia circolare crescita per 1.800 miliardi al 2030

L’economia circolare potrebbe determinare nel mondo una crescita di 1.800 miliardi di euro da qui al 2030, ovvero il doppio della crescita prevista con il modello attuale. La rivoluzione tecnologica implicita in questo cambio di paradigma potrebbe produrre un aumento di reddito di 3000 euro annui per nucleo familiare e una crescita del pil tripla rispetto a quella prevista senza modifiche al sistema economico attuale. Ma soprattutto: il consumo di materiali primari, grazie all’economia circolare, potrebbe ridursi del 32% entro il 2030 e del 53% entro il 2050.
E’ questo lo scenario prospettato da Edizioni Ambiente in vista del primo Forum nazionale sull’economia circolare, in programma a Bologna il 7 giugno prossimo e promosso è promosso dalla Città metropolitana di Bologna e da Edizioni Ambiente, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, il Comune di Bologna e SprecoZero.net, con il patrocinio dell’Università di Bologna e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Sponsor tecnici Materia Rinnovabile e Hill+Knowlton Strategies.
Sarà l’economista inglese Kate Raworth, secondo The Guardian tra i primi 10 economisti più influenti al mondo, ad aprire i lavori illustrando la sua “Teoria della ciambella”, una nuova “teoria dei limiti” che è una radicale critica ai tradizionali approcci economici, responsabili di non aver saputo prevenire le grandi crisi degli ultimi decenni.  “Oggi milioni di persone in tutto il mondo non sono ancora in grado di soddisfare i propri bisogni più essenziali. Anche nei paesi più ricchi del mondo le disuguaglianze sono al livello più alto da 30 anni”, dichiara Raworth. “La sfida del XXI secolo è di soddisfare le esigenze di tutta la popolazione terrestre all’interno dei mezzi del pianeta”.
Tenere insieme bisogni dell’ambiente e bisogni dell’uomo, dunque, questa la linea che ha dato anche il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti per il prossimo G7Ambiente, ricordando che “quando parliamo di ambiente, come dice il Papa, parliamo delle diseguaglianze che ci sono nel mondo, di spreco di cibo e quindi di povertà e di migrazione”.
“Da Rifiuto a Materia” è uno dei concetti alla base della cultura dell’economia circolare e sarà discusso nella prima sessione del Forum. Oggi in Europa ben 6 tonnellate di materie prime, delle 16 complessive consumate ogni anno da ogni singolo cittadino dell’Unione, diventano scarti. Di queste 6, metà non vengono nemmeno recuperate e finiscono in discarica. Altro tema è “La nuova occupazione: ruoli e professioni” si parlerà di green jobs, considerati il settore più dinamico del mondo del lavoro. Circular Economy, Bioeconomia, Industria del riciclo, Eco-design, sono tutte aree tematiche nelle quali devono infatti crescere competenze e professionalità, che potranno servire alle imprese, alla ricerca, al mondo dell’associazionismo civile, alla pubblica amministrazione, all’università.
Nell’Unione europea i green jobs sono aumentati in 15 anni del 49% rispetto al 6% dell’economia tradizionale. Analogamente, il valore aggiunto lordo dell’economia ambientale nello stesso periodo è passato da 135 a 289 miliardi di euro, con un’incidenza sul Pil del 2,1% rispetto all’1,4% di 15 anni prima . Per l’Italia i green jobs possono rappresentare una grande opportunità, ed è per questo motivo, ricorda Edizioni Ambiente, che il Ministro dell’Ambiente Galletti ha annunciato, tra gli elementi di novità che emergeranno in occasione del G7Ambiente, anche un pacchetto fiscale green che preveda un taglio del cuneo fiscale per i green jobs.
Il pomeriggio sarà aperto da Luca Mercalli, che illustrerà i motivi, concreti, per cui il mondo “deve” andare verso l’economia circolare. Come? Partendo dalle abitudini di vita di ognuno di noi, come spiegherà Mercalli. Si discuterà del passaggio da economia verticale a economia di rete, dove il business di successo si basa su un diverso rapporto tra economia e territorio, su reti di impresa, reti di distribuzione, reti di generazione di energia, reti di marketing e di comunicazione. (AdnKronos)