Parte a Bologna il progetto ‘Prevenzione delle ondate di calore‘ che mette in campo azioni per prevenire i rischi che le alte temperature estive possono provocare alle persone anziane, con una situazione di fragilità elevata, determinata da problemi di natura sanitaria e da particolari condizioni sociali, economiche ed anagrafiche. Il progetto è attivo dalla metà del mese di giugno a metà settembre di ogni anno, anche attraverso un apposito sito internet di Arpa in cui è possibile verificare se sono previste in arrivo ondate di calore. L’azione specifica del Comune di Bologna è orientata alla costruzione di una rete di solidarietà a sostegno degli anziani e delle loro famiglie. Un servizio reso possibile dal contributo delle associazioni di volontariato, centri sociali e farmacie che, insieme al lavoro dei Servizi di assistenza domiciliare, contribuiscono a realizzare le azioni di prevenzione. Strumento fondamentale del progetto è il numero verde da contattare per avere informazioni su come comportarsi in caso di temperature molto elevate o per richiedere aiuto, attivo al lunedì al venerdì dalle 8 e 30 alle 17 e il sabato dalle 8 e 30 alle 3 al numero 800 562110. Per gli anziani è previsto anche un servizio specifico di assistenza domiciliare. Possono inoltre accedere alle azioni messe in campo dai volontari che si occupano di monitorare la situazione degli appartenenti alla terza età, di tenergli compagnia, accompagnarli a visite mediche e terapie e ai centri sociali per anziani dotati di aree climatizzate. E ancora, gli anziani possono richiedere la consegna a casa di generi alimentari di prima necessità e di farmaci. Nel caso, poi, in cui gli operatori del call center individuassero l’insorgere di condizioni sanitarie problematiche, legate o meno alle ondate di calore, verrà attivata una apposita équipe di infermieri professionali messi a disposizione dall’Ausl che fornirà un vero e proprio servizio di supporto infermieristico telefonico. In occasione delle successive ondate di calore, gli anziani a rischio saranno direttamente contattati per telefono e, nel caso, raggiunti da volontari od operatori sanitari. Il Comune di Bologna suggerisce poi come affrontare le ondate di calore.Tra le precauzioni utili – spiega – “è bene ricordare di limitare per quanto possibile la permanenza all’aperto nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 17), di bere molto e spesso, anche quando non si ha sete, evitando alcol e caffeina, bibite gassate o contenenti zuccheri e, in generale, bevande ghiacciate o fredde. E ancora: fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea, utilizzare climatizzatori regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6/7 gradi rispetto a quella esterna. Se si utilizzano ventilatori, infine, evitare di rivolgerli direttamente sul corpo”. Particolare attenzione va prestata poi “nei confronti dei bambini molto piccoli, degli anziani con patologie croniche (ad esempio i diabetici che devono assumere insulina o le persone con scompenso cardiaco) o che vivono da soli, di chi ha difficoltà ad orientarsi nel tempo e nello spazio, delle persone non autosufficienti, oltre che di quanti lavorano all’aperto o in ambienti nei quali c’è produzione di calore”. Il progetto ‘Prevenzione delle ondate di calore’ è realizzato dal Comune di Bologna con la collaborazione dell’Azienda Usl di Bologna, di Arpa Emilia Romagna (Agenzia regionale prevenzione e ambiente dell’Emilia Romagna), dell’Ufficio Protezione civile del Comune, dei servizi di Asp città di Bologna e dei Servizi sociali dei Quartieri. Il coordinamento operativo è affidato a Cup2000, gli interventi professionali al Servizio Ages (Aldebaran gestione emergenza sociale). Le associazioni di volontariato coinvolte sono: Auser (Associazione per l’autogestione dei servizi e della solidarietà); il Comitato Provinciale di Bologna della Croce Rossa Italiana; Anteas G.Fanin (Associazione Nazionale Terza Età Attiva per la Solidarietà); Pubblica Assistenza Croce Italia; Ancescao (Associazione nazionale centri sociali e aree ortive) e altre associazioni di volontariato operanti nei singoli Quartieri. Anche le parrocchie di Bologna possono segnalare cittadini in condizione di fragilità e partecipare attivamente al progetto. Forniscono inoltre la loro attiva collaborazione le farmacie cittadine. Fra le misure predisposte nel progetto è compreso il Piano Mais (Monitoraggio anziani in solitudine): si tratta di un’ulteriore procedura che scatta solo se si verificano condizioni meteo particolari (quando è prevista un’ondata di calore persistente per un lungo periodo consecutivo, l’Azienda Usl valuta la possibilità di attivare questa procedura). In questo caso Cup 2000 mette a disposizione alcune postazioni del call center per le chiamate verso gli anziani più fragili e le associazioni partecipanti mettono a disposizione alcuni loro volontari per effettuare le chiamate ed altri per visite di monitoraggio a domicilio.
