La reazione della Gran Bretagna allo strappo Usa con l’accordo di Parigi diventa immediatamente, ad una settimana esatta dal voto, argomento di campagna elettorale. Jeremy Corbyn, il leader laburista sempre più incoraggiato dai sondaggi, infatti non solo ha attaccato come “irresponsabile e pericolosa” la decisione di Donald Trump, ma soprattutto ha accusato la premier Theresa May di “negligenza” per non aver firmato la dichiarazione con cui i leader dei Paesi europi del G7 hanno immediatamente condannato la mossa di Trump. Di fronte alle critiche che sono arrivate non solo da Corbyn, ma anche da altri leader politici, il governo britannico ha fatto sapere che May ha telefonato a Trump per esprimere la “delusione per la decisione e sottolineare che il Regno Unito rimare impegnato al rispetto dell’accordo di Parigi, come ha affermato recentemente al G7”. Critiche alla reazione della May, considerata troppo debole, soprattutto perché, a differenza degli altri leader europei, non ha affermato di ritenere che l’accordo non sia rinegoziabile, sono arrivate anche Nicola Sturgeon, premier scozzese avversaria di May sul fronte del Brexit, che ha parlato di una “sconvolgente rinuncia alla leadership da parte della premier”. Ed infine da Corbyn l’affondo elettorale: “Altro che mano nella mano, io lavorerò per il futuro sostenibile del nostro Pianeta”, ha detto il laburista, riferendosi alla controversa foto in cui la premier è apparsa mano nella mano con Trump alla Casa Bianca. “Perché Theresa May non ha messo il suo nome in calce alla dichiarazione congiunta” di Italia, Germania e Francia, ha incalzato ancora il laburista, sottolineando che la premier al fronte unito con i partner internazionali ha preferito la “sottomissione” al presidente Trump.
Clima, Theresa May: “Delusione per la decisione” di Trump
LaPresse/Reuters
