Dopo il violento “downburst” di Mosca, nuovi forti temporali colpiscono la Russia europea

Dopo il temporale col violento “downburst” che lo scorso lunedì ha colpito l’Oblast’ di Mosca, provocando 15 morti e decine di feriti, una seria di intensi temporali in queste ore sta duramente colpendo il settore orientale della Russia orientale e parte del Kazakistan, provocando tanti disagi a seguito degli allagamenti prodotti dalle forti precipitazioni. I fenomeni temporaleschi più violenti hanno interessato gli Oblast’ della Russia orientale, ad est del Volga, dove si sono verificate anche forti grandinate, accompagnate da una intensa attività elettrica e forti colpi di vento legati ai “downbursts” dei singoli temporali. In alcune località i temporali sono stati preceduti da un grosso muro di pioggia molto scuro che ha provocato una drastica riduzione della visibilità orizzontale, facendo calare l’oscurità in pochi minuti. Lo scoppio di questi violenti temporali nell’est della Russia europea è legato al passaggio di un esteso fronte freddo direttamente collegato alla profonda depressione, minimo sui 996 hpa, che dal nord della Carelia si sta spostando molto lentamente in direzione della Russia settentrionale, contribuendo ad “avvettare”, lungo il proprio bordo occidentale, aria piuttosto fredda di origine polare marittima “continentalizzata” sulle pianure Sarmatiche.

Queste masse d’aria fredde e dense, in discesa dal mare di Barents e dalla penisola di Kola, affondando verso la Finlandia e i bassopiani russi tendono ad interagire con un denso strato di aria piuttosto calda e secca (d’estrazione sub-tropicale continentale in risalita dalle ormai “arroventate” steppe del Kazakistan), che da giorni ha stazionato sopra i bassopiani Sarmatici orientali e in prossimità degli Urali, scaldandosi ulteriormente per effetto della prolungata insolazione diurna e dei fenomeni di “Subsidenza atmosferica“, tipici dei regimi anticiclonici, che hanno compresso le masse d’aria verso i bassi strati, asciugandola ulteriormente.

11017035_934754563214633_901843312896671727_nL’aria fredda in discesa dalle latitudini polari, essendo molto più pesante e densa dell’aria più calda preesistente, tende ad incunearsi al di sotto di quest’ultima, costringendola a sollevarsi forzatamente verso l’alto sotto forma di intense correnti ascensionali in seno alla colonna d’aria, innescando grandi turbolenze che si sono estese rapidamente fino ai limiti superiori della troposfera, con lo sviluppo di moti convettivi davvero violenti. Nel corso del pomeriggio odierno, durante il picco dell’insolazione diurna, si sono così improvvisamente formati dei forti temporali, caratterizzati da forti “updrafts”, visto il potenziale termico presente nei bassi strati (aria molto calda d’origine sub-tropicale continentalizzata) che hanno contribuito a far esplodere verso l’alto i cumulonembi, facendogli raggiungere delle altezze considerevoli.

Salendo a quote particolarmente elevate le incudini dei cumulonembi sono state investite dai forti venti del “getto polare”, portandosi a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est e assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari, causando anche una importante perdita di aria (dalla sommità) sospinta dal “getto“ stesso. In questi casi, come capita sovente durante la stagione estiva, per la perdita di molta aria pilotata dai bassi strati dai moti ascensionali, la “Cellula temporalesca” è costretta a richiamare altra aria calda dall’ambiente circostante, intensificando notevolmente il temporale che può divenire veramente forte, apportando precipitazioni molto forti accompagnate da impetuose raffiche di vento prodotte dai “downbursts” (forti correnti discendenti che raggiungono il suolo e tendono a divergere orizzontalmente in più direzioni).

Nel caso di oggi gli elevatissimi valori cape hanno giocato un ruolo fondamentale nel far scoppiare diversi sistemi convettivi a mesoscala. Alcuni di questi hanno assunto le tipiche caratteristiche di “bow echos”. Ossia i tipici temporali associati a “Squall Line” che durante la loro evoluzione assumono la forma di un arco. Questi sistemi temporaleschi, evolvendosi perfettamente in linea retta, possono dare origine a violentissimi temporali, con potenti “downbursts”, e occasionali trombe d’aria, causando gravi danni. E proprio quello che successo in alcuni Oblast’ della Russia orientale, dove i fortissimi moti convettivi prodotti dall’avanzamento verso levante del fronte freddo ha fatto scoppiare diversi sistemi temporaleschi a mesoscala che hanno presentato al loro interno i cosiddetti “bow echos”, temporali associati a “Squall Line” che assumono la classica forma di un arco, e dove si manifestano, spesso davanti il muro che precede i forti rovesci di pioggia, violentissimi “downbursts”.

La “Squall Line” si è poi spostata verso est, interessando gli Oblast’ limitrofi alla regione degli Urali, portando forti rovesci e temporali di moderata e forte intensità, accompagnati da una vivace attività elettrica. Nei prossimi giorni sia la Russia orientale che parte del Kazakistan e il settore più occidentale del bassopiano della Siberia occidentale rischiano di essere colpiti da nuovi violenti fenomeni temporaleschi, per via dell’afflusso in quota, sopra la Russia europea, di masse d’aria più fredde, legate alla circolazione depressionaria fredda in azione sul nord della Russia, che inaspriranno sensibilmente il “gradiente termico verticale”, favorendo il potenziale scoppio di temporali di moderata o forte intensità. Soprattutto sul settore più orientale della Russia europea, lungo il margine occidentale e settentrionale del promontorio anticiclonico di blocco in fase di spostamento verso il bassopiano della Siberia occidentale.