Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato degli articoli in cui illustravamo il pensiero di autorevoli scienziati italiani, Rubbia e Zichichi, a proposito dei cambiamenti climatici e sulla influenza che può avere l’uomo nel determinarli.
L’opinione largamente più diffusa, in particolare quella americana legata alle figure politiche di Al Gore e Obama, è che l’attività antropica sia alla base del Riscaldamento Globale (il cosiddetto Global Warming) e da ciò ne deriva un’azione causale nel provocare i cambiamenti climatici ad opera dell’uomo. Cosi ci dicono…..
Nessuno dei due scienziati che abbiamo citato sopra è mai stato d’accordo sul fatto che sia l’uomo a determinare i Cambiamenti Climatici.
Ebbene, un grafico pubblicato di recente e che riporta i dati degli autorevoli Met Office e NOAA, evidenzia il Global Average Temperature Anomaly, ovvero l’andamento del Riscaldamento Globale nel corso degli ultimi 150 anni. Il valore in ordinata, molto semplicemente, è il valore di variazione termica globale, cioè quello che oggi è chiamato Global Warming.
Come si può notare dal 1900 al 1950 l’andamento è crescente. Ma l’attività industriale, quella che causa l’effetto serra e tutto il resto, in quel periodo era praticamente assente. Non c’erano industrie in quel periodo.
Invece dal 1950 al 1970, l’andamento è decrescente, cioè diminuisce. E diminuisce proprio nel periodo della massima industrializzazione, nel periodo cioè in cui l’uomo agisce in maniera assai marcata con i processi industriali.
Se fosse l’uomo a causare il G.W., è evidente che l’andamento dovrebbe essere contrario, in decrescita fino al 1950 ed in crescita fino al 1970…
Ciò significa che Zichichi e Carlo Rubbia hanno ragione: non è l’uomo che determina con la sua azione il riscaldamento globale, ma sono altre cause da cui nasce il global warming, e sono tutte naturali.
Quali? L’attività solare ad esempio, correlata al numero delle macchie solari. Ma ce ne sono altre altrettanto importanti, come quelle legate al ripetersi ciclico di El Niño e de La Niña.
