Nei laboratori di tutto il mondo ferve il lavoro di ricerca sui nuovi farmaci, ed è record di prodotti in sviluppo. A testimoniare quello che Farmindustria, riunita oggi a Roma in Assemblea pubblica, chiama “il Rinascimento della R&S” sono i numeri: oltre 14.000 prodotti in sviluppo. E di questi circa 7.000 in fase clinica. Ogni medicinale è frutto di una lunga storia: 10-15 anni e fino a 2,5 miliardi di euro di investimenti per svilupparlo, e solo una sostanza su 10 mila arriva ad essere farmaco. Una scommessa, per una ricerca sempre più attenta alla Salute femminile, con 850 farmaci in sviluppo nel mondo per malattie che vanno dal diabete ai tumori, da quelle muscolo-scheletriche a quelle autoimmuni delle donne. I numeri della R&S in Italia sono pari a 1,5 miliardi nel 2016, il 7% del totale, ma al primo posto per quota di imprese innovative e per rapporto tra spese per innovazione e addetti. Investimenti che sono cresciuti del 20% negli ultimi 3 anni. Inoltre, 700 milioni sono stati investiti in studi clinici presso le strutture del Servizio sanitario nazionale. Nell’industria farmaceutica gli addetti sono altamente qualificati (90% laureati e diplomati), con spazi ampi per le donne. Che sono il 44% del totale rispetto al 25% del resto dell’industria e hanno ruoli importanti nell’organizzazione aziendale (29% dei dirigenti rispetto al 12% del resto dell’industria) e strategici, come ad esempio la R&S (52% del totale). Il settore si caratterizza inoltre per un modello innovativo di Relazioni industriali e strumenti di welfare moderni ed efficaci (come ad esempio asili nido, mense aziendali e prevenzione). Proprio con i sindacati le imprese affrontano la nuova sfida della formazione a vantaggio di giovani e meno giovani per le professioni che verranno. In rampa di lancio, afferma Farmindustria, i programmi di alternanza scuola-lavoro con gli istituti superiori per un’alleanza tra giovani e imprese che nasce dai banchi di scuola. Un progetto realizzato insieme al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, che rappresenta un’ulteriore prova della partnership pubblico-privato
