Quella che si presenta in queste ore è un’immagine di un’Italia spaccata in due, sotto l’aspetto meteorologico, con un centro-nord sotto rovesci e forti temporali, mentre al sud e sulla Sicilia risale una intensa onda di calore che sta provocando un netto aumento dei valori termici, con picchi già superiori ai +40°C all’ombra in alcune località siciliane. Tutto merito del passaggio, fra l’Europa centrale e il bacino centrale del Mediterraneo, di un complesso sistema frontale collegato ad una depressione che dall’Inghilterra tende a muoversi verso il mar del Nord, pilotando al suo seguito un flusso di fresche correnti occidentali, di origine temperata oceanica, che dal nord Atlantico si spingono fino alla Germania e alle Alpi. Una parte di questo flusso di aria fresca, di origine nord atlantica, è entrato pure dalla porta di Carcassonne per dipanarsi in direzione del Golfo del Leone e delle coste meridionali francesi e raggiungere il mar di Corsica e il mar Ligure sotto forma di sostenuti venti di libeccio che dalla serata odierna andranno sensibilmente ad intensificarsi.

L’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme) per lievi avvezioni di umidità nell’alta troposfera. Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione (visto la totale serenità dei cieli) che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali. E proprio in questa fase che tende a svilupparsi la cosiddetta onda mobile di calore (“heat waves” in inglese) che s’innesca lungo i confini fra un’area anticiclonica, particolarmente strutturata nella media troposfera, e il ramo ascendente (bordo orientale) di una estesa saccatura che dalle alte latitudini (sub-polari) si estende verso latitudini più meridionali. In queste condizioni sinottiche l’avvento nei bassi strati di una ventilazione da SO e S-SO tenderà a surriscaldare ulteriormente l’aria, soprattutto sulla Sicilia orientale, per l’effetto “favonico” esercitato dai venti di caduta dai rilievi interni dell’isola.
Difatti, dopo aver attraversato tutto l’entroterra isolano, raccogliendo aria molto calda, la ventilazione sud-occidentale tenderà a ridiscendere sulla costa messinese, la piana di Catania, il siracusano e il ragusano, ulteriormente arroventata, a causa anche della “compressione adiabatica” indotta dalla componente discendente costretta a scendere dai rilievi interni isolani verso il mar Ionio. Tale fattore nella giornata di venerdì, con l’insorgenza dei venti di terra, che dovrebbero inibire le mitigatrici e più umide brezze di mare dai quadranti orientali, contribuirà a far schizzare i valori termici oltre il muro dei +40°C +42°C, anche in città come Siracusa, Catania, mentre picchi fino a più di +43°C +44°C all’ombra non si potranno escludere in alcune località della piana di Catania, come Ramacca, Paterno o Catenanuova, al confine fra siracusano, ennese e catanese.
Temperature molto elevate, con picchi fino a +38°C +40°C, favoriti dall’arrivo dei venti sud-occidentali di caduta dalle aree interne, si raggiungeranno anche nelle località della Calabria ionica e nelle zone interne della Puglia, fra le pianure del tavoliere e le aree più interne del Salento, dove il soleggiamento ininterrotto e la bassa umidità relativa giocheranno un ruolo fondamentale nel far impennare la colonnina di mercurio sopra i +40°C +41°C.
