Mare: pesci di grossa taglia a rischio estinzione e stock ittici sovrasfruttati

Pesci di grossa taglia a rischio estinzione, 39 stock ittici sovrasfruttati, nasello 5 volte oltre soglia sostenibile, 20.000 tartarughe catturate dalla pesca a strascico solo nel 2014, desertificazione dei fondali, altissimi costi energetici. Sono le conseguenze della pesca industriale denunciate da MedReAct – Mediterranean Recovery Action, organizzazione che promuove azioni di recupero della biodiversità marina nel Mediterraneo, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani. A confermare il rischio di estinzione in Europa per diverse specie di pesci di grossa taglia, come anche per gli squali e le razze, un nuovo studio pubblicato da Nature Ecology & Evolution. Colpa dei lenti tempi di maturazione, dei bassi tassi di natalità, ma soprattutto dei prelievi eccessivi da parte della pesca professionale e ricreativa. Lo stesso studio rivela che nel Mediterraneo la percentuale di stock ittici sovrasfruttati è di molto superiore rispetto al Nord Atlantico. I ricercatori hanno verificato che tutti i 39 stock ittici Mediterranei esaminati risultavano sovrasfruttati, primi fra tutti il nasello, pescato anche cinque volte i livelli ritenuti sostenibili. Ma l’impatto della pesca a strascico, ovvero la pesca industriale più estesa di tutto il Mediterraneo, non si limita all’esaurimento degli stock di nasello. Negli ultimi 30 anni questo segmento della flotta è cresciuto esponenzialmente e, a causa dell’impoverimento delle risorse, si è spostato in acque sempre più profonde alla ricerca di nuovi stock pregiati, come il gambero rosso modificando irrimediabilmente i fondali marini. O si è spostato sempre più spesso sotto costa, in zone a loro precluse, entrando in conflitto con la piccola pesca artigianale. Si calcola che solo nel 2014 lo strascico in Mediterraneo sia stato responsabile di catture accidentali di 20.000 tartarughe, per la maggior parte morte per soffocamento o per lesioni. Ma non solo. Le reti raschiando i fondali rastrellano tutto ciò che incontrano: pesci, coralli, spugne e altre specie che vivono sui fondali. I sedimenti continuamente esposti a queste attività risultano impoveriti di materia organica che costituisce un alimento per gli organismi bentonici, con il rischio di trasformare i fondali in deserti marini. L’Unione Europea ha calcolato che per una tonnellata di pesce catturato con reti a strascico i pescherecci di 24-40 metri consumano ben 4.258 tonnellate di gasolio, a fronte di 169 litri di gasolio consumati da un peschereccio delle stesse dimensioni per la pesca a circuizione. “Eppure – denuncia MedReAct – sono proprio i pescherecci a strascico i principali beneficiari dei contributi europei per la pesca, dalle agevolazioni per il gasolio, ai fondi per l’ammodernamento, per il fermo temporaneo che ad oggi non ha prodotto nessun risultato tangibile per il recupero degli stock”. “Per celebrare la giornata degli oceani, l’Ue dovrebbe riconsiderare il finanziamento della distruzione del Mediterraneo con i soldi dei contribuenti europei ed evitare che il mare Nostrum si trasformi in mare Mortum.