Un incontro sugli effetti terapeutici del sorriso. Se ne è parlato venerdì al Convegno ‘Sorridere per vivere meglio. Il sorriso della mente e del cuore: davvero sorridere cura!‘, organizzato dall’associazione culturale ‘L’Alba del terzo millennio’ presieduta da Sara Iannone, e sostenuto dalla senatrice Maria Rizzotti, vicepresidente della Commissione Sanità, e da Vincenzo Mallamaci, medico chirurgo, specialista in cardiologia, docente di Diritto sanitario internazionale e presidente dell’associazione Onlus di volontariato missionario ‘E ti porto in Africa’. L’incontro si è svolto in Senato, nella Sala Capitolare al chiostro del convento di Santa Maria sopra Minerva. Gli interventi hanno evidenziato la relazione tra giovialità e benessere in tutte le fasi della vita, a partire dalla gestazione, e analizzato l’influenza che il tono dell’umore dell’ambiente circostante ha sull’individuo, tanto nell’adulto quanto nei bambini, soprattutto in famiglia o in caso di ricovero in ospedale. Ad aprire i lavori è stato Vincenzo Mallamaci, specialista in cardiologia che ha spiegato come la risata “pone il cuore di fronte a uno stress positivo che abbassa la frequenza cardiaca e riduce la vasocostrizione“. Inoltre, ha aggiunto Mallamaci, “ridere per 15 minuti equivale a 20 minuti di camminata veloce perché l’atto del ridere coinvolge tutte le?parti del corpo, modifica la chimica del sangue e, secondo uno studio americano, riduce anche la predisposizione alle infezioni“. La pediatra Rita Cerminara ha trattato il tema del sorriso nel bambino fin dalla gestazione, spiegando che “la capacità di sorridere è innata e si sviluppa prima di tutto, all’inizio come riflesso poi come reazione emozionale“. Adolfo Panfili, chirurgo ortopedico, professore di medicina Ortomolecolare alla Facoltà di Bio Scienze Naturali di Arezzo, ha spiegato come sorridere “favorisca l’apprendimento grazie all’attivazione dei neuroni a specchio che stimolano l’emulazione“. Mariastella Giorlandino, amministratore di Rete Artemisia Lab, ha evidenziato il valore del sorriso materno che trasmette “quella sensazione di accoglienza che continueremo ad associare al volto sorridente anche da adulti“. Fabio Massimo Abenavoli, specialista in chirurgia plastica e maxillofacciale, presidente di Emergenza Sorrisi onlus che in dieci anni ha operato più di 3.500 bambini vittime di malformazioni ma anche di traumi subiti a causa delle guerre, ha raccontato le difficoltà di inserimento sociale che affrontano questi piccoli dai volti sfigurati. “Il sorriso è la sintesi fra l’anima e la mente“, ha detto Roberto Fornara, medico chirurgo, neuropsichiatra, psicoterapeuta individuale, della coppia e della famiglia. “La mente e l’anima – ha aggiunto – reagiscono al dolore in modo inverso: la prima tende a somatizzare, mentre la seconda si rivolge all’esterno tendendo all’isolamento. Buonumore e umiltà ci consentono di non provare invidia e dispiacere e se riusciamo in questo, il sorriso può sostituire molti farmaci“. Il convegno ha affrontato anche gli aspetti culturali e sociali, osservando come il sorriso abbia avuto valenze radicalmente differenti nelle varie epoche, nell’arte e nella comunicazione politica.
Salute, esperto: “Ridere per 15 minuti equivale a 20 minuti di camminata veloce”
