Con l’arrivo dell’ultima decade di giugno il flusso dell’umido “monsone di SO” andrà notevolmente a rafforzarsi fra le coste somale e quelle dell’India occidentale. Questo significativo rinforzo dei venti monsonici, che ora spirano a carattere burrascoso lungo buona parte del mar Arabico, è prodotto dall’inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’oceano Indiano sub-equatoriale e gli stati indiani settentrionali, dove è collocata la bassa pressione termica nei bassi strati (prodotta dall’intenso riscaldamento stagionale del sub-continente indiano, che occorre in coincidenza dei passaggi “zenitali” del sole), con valori barici sotto i 994 hpa. Questa profonda bassa pressione di natura termica, caratterizzata da un minimo barico al suolo attorno i 992-993 hpa sull’India settentrionale, sta incentivando un progressivo rinforzo degli intensi venti da SO e O-SO che in questi giorni sferzeranno le coste somale e il mar Arabico occidentale, con punte sopra i 60-70 km/h, e raffiche di picco anche oltre gli 90-100 km/h davanti le coste del Puntland e l’isola di Socotra.

Specie lungo i litorali esposti degli stati indiani del Maharashtra e del Kathiavar e Kutch, fino all’area delle foci dell’Indo e alle limitrofe coste del Pakistan meridionale, dove nei prossimi giorni arriveranno ondate davvero alte, anche più di 4-5 metri, che rischiano di causare notevoli danni, erodendo interi tratti di costa. Nell’isola yemenita di Socotra, che si trova in mezzo alla traiettoria dei cosiddetti “getti somali”, cosi chiamate data la loro origine attorno le coste del Corno d’Africa, i venti impetuosi da SO e O-SO diverranno a tratti anche tempestosi, con raffiche di picco che supereranno la fatidica soglia dei 90-100 km/h, specie lungo le coste più settentrionali dell’isola, direttamente investite dalle turbolenti raffiche di caduta dai rilievi che caratterizzano la parte centrale di Socotra.
Non è un caso se la zona dell’aeroporto sia quella maggiormente colpita dalle potenti folate di vento, da S-SO e SO, che spesso possono raggiungere picchi estremi fino a 90-100 km/h. Nel corso dei prossimi giorni gli umidi e burrascosi “getti somali”, in azione davanti le coste somale e a ridosso del golfo di Aden, verranno richiamati verso nord-est dalla profonda depressione termica presente sull‘India settentrionale, con un minimo barico al suolo sotto i 994 hpa. Queste correnti sud-occidentali sono molto umide a causa del loro passaggio obbligato sulle superfici sub-equatoriali dell‘oceano Indiano e sul mare Arabico, muovendosi in direzione delle coste dell’India occidentale, dal Kelara allo stato del Maharashtra, tenderanno a dispensare abbondanti precipitazioni, visto l’interazione fra gli umidi “getti somali” e i rilievi del Ghati occidentale, i quali ergeranno una barriera naturale al flusso da SO e O-SO, addossando una fitta nuvolosità cumuliforme che darà luogo a frequenti piogge e temporali, distribuiti a macchia di leopardo, a tratti anche di forte intensità, ed ulteriormente enfatizzati dal notevole “forcing” orografico che queste montagne riescono ad esercitare agli umidi venti da O-SO.
Intanto nei prossimi giorni piogge persistenti, enfatizzate dal potente “forcing” orografico prodotto dai rilievi himalayani nei confronti dell’umida circolazione monsonica che risale in direzione delle pianure dell’India centro-settentrionale, colpiranno il versante meridionale dell’Himalaya, specie lungo lo stato dell’Assam, dove sono attesi veri e propri diluvi. Entro fine mese il monsone raggiungerà il suo “clou” stagionale anche negli stati dell’India settentrionale, completando la sua massima espansione verso nord, in collaborazione con la massima spinta settentrionale dell’ITCZ. In gran parte dell’India i cieli rimangono molto nuvolosi o coperti, mentre le abbondanti precipitazioni, spesso sotto forma di rovescio o temporale, tendono a mantenere le temperature massime su valori al di sotto dei +28°C +27°C.
Le intense precipitazioni, spesso di carattere convettivo, contribuiscono a raffreddare l’ambiente, impedendo così ai termometri di sfondare sopra i +29°C +30°C. Da notare inoltre come l’eccessivo quantitativo di umidità portato da questa umidissima ventilazione sud-occidentale nei bassi strati sovente agevola pure lo sviluppo di diffuse caligini, foschie se non anche di locali banchi di nebbia in svariate località indiane, dal Kerala fino agli stati dell’India più settentrionale. I tassi di umidità relativa molto elevati stagnanti nei bassi strati, sui suoli intrisi di pioggia, renderanno l’aria piuttosto afosa.
In tale contesto faranno eccezione solo gli stati dell’India nord-occidentale e l’area desertica del Rajasthan, che come capita sovente rimarrà estromessa dall’umida circolazione monsonica, salvo temporanei sconfinamenti di aria un po’ più umida dai quadranti meridionali. Qui di sicuro, per rivedere qualche altra precipitazione, bisognerà attendere fino al mese di agosto, quando una parte dell’umido flusso legato al “monsone di SO” riuscirà a sconfinare fino alle aree del Rajasthan, contribuendo a stimolare una discreta attività convettiva.