In attesa del momento storico in cui l’uomo esplorerà Marte in sicurezza, la soluzione potrebbe arrivare dalla “telepresenza”, che si sostanzia in robot manovrati a distanza ravvicinata dagli astronauti nell’orbita del pianeta: la proposta, pubblicata su Science Robotics, arriva dai ricercatori dell’Arizona State University, con a capo Kip Hodges.
Finora, il lavoro sul campo su Marte è stato effettuato da remoto, con strumenti robotici manovrati dai ricercatori sulla Terra, con la lentezza che le comunicazioni Pianeta Rosso-Pianeta Terra comportano: “Una singola attivita’ di ricerca, dal comando al ritorno dei dati, puo’ durare piu’ di un giorno“, ha spiegato Hodges.
Ecco perché i ricercatori suggeriscono la telepresenza: “L’uomo utilizzerebbe i robot ad una distanza abbastanza vicina da avere un ritardo di una frazione di secondo tra la sua azione e la risposta del robot“, dichiara l’esperto. Sarebbe sufficiente che gli astronauti estrassero nell’orbita di Marte, senza andare sulla sua superficie e scongiurando inoltre il rischio di contaminazione del pianeta.
