Vaccini, ematologi a congresso: sì all’obbligo, immunità di gregge fondamentale

“Le vaccinazioni sono uno strumento di prevenzione fondamentale per proteggere in generale tutte le persone e in particolare i pazienti più deboli”, grazie alla cosiddetta immunità di gregge. E il caso del bambino leucemico morto a Monza dopo avere contratto il morbillo “è un segnale molto forte di che significato possa avere la prevenzione delle malattie evitabili”. E’ il commento di Agostino Cortelezzi, professore di ematologia all’università degli Studi di Milano e direttore dell’Unità operativa complessa di Ematologia al Policlinico meneghino, a margine del 22esimo Congresso della European Hematology Association (Eha) in corso a Madrid. Lo specialista interviene anche sul ‘nodo obbligatorietà’, punto chiave – e sotto attacco – del decreto voluto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Capisco che la parola obbligo possa suscitare un fremito, ma per proteggere una popolazione si deve obbligare una parte quando questa possa rappresentare un rischio per gli altri”, spiega Cortelezzi. “Con la campagna no-vax – riflette – stiamo assistendo a tanti piccoli Galileo Galilei che vanno contro la scienza costituita, ma di Galileo Galilei ce n’è stato uno solo”. Tornando al dramma del piccolo deceduto all’ospedale San Gerardo del capoluogo brianzolo, “i bambini con leucemia linfoblastica presentano un’immunodepressione severa che li rende incapaci di combattere le infezioni, banali o meno. E il morbillo, che anche nelle persone sane può causare complicanze, dalle infezioni polmonari all’encefalopatia – precisa l’esperto – in un paziente leucemico, fortemente immunodepresso, comporta un rischio di vita molto elevato”. “Le vaccinazioni sono indispensabili – afferma sempre dal meeting spagnolo Mario Boccadoro, direttore della Divisione universitaria di ematologia della Città della Salute e della Scienza di Torino – e questo triste caso dimostra che una malattia infettiva non va debellata a livello individuale, bensì sull’intera popolazione”. Pazienti come un bimbo leucemico “hanno difese talmente basse che, indipendentemente dal fatto che in passato siano stati vaccinati o meno, non possono proprio permettersi di incontrare sulla loro strada un’infezione come il morbillo”, osserva l’esperto confermando il valore dell’immunità di gregge. Secondo Boccadoro e Michele Cavo, direttore dell’Istituto di ematologia e oncologia medica ‘L. A. Seragnoli’ dell’università degli Studi-Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna, in generale “anche vaccinare persone con un sistema immunitario depresso può avere un’utilità. Una certa efficacia esiste sempre”. Tanti bambini non sono vaccinati o non possono essere vaccinati o non hanno completato il ciclo vaccinale o non rispondono alla vaccinazione. Altri hanno perso transitoriamente le difese immunitarie in seguito alle terapie necessarie per combattere tumori e leucemie o per fare accettare un trapianto: l’immunodepressione indotta dalla chemioterapia per patologie emato-oncologiche – spiega ancora i pediatri nella nota – si protrae fino a 6-12 mesi dopo la sospensione delle cure e, nei bambini sottoposti a trapianto di midollo allogenico, sono assolutamente controindicati nei primi 2 anni dal trapianto i vaccini viventi attenuati, come quello contro morbillo, rosolia e parotite. Questi bimbi sono a rischio di contrarre anche le malattie prevenibili con le vaccinazioni. “Abbiamo il dovere di proteggerli riducendo il rischio che entrino in contatto con persone infette da morbillo ed altre malattie infettive contagiose – afferma Giuseppe Di Mauro, presidente della Sipps – Questo è il significato del provvedimento sulla obbligatorietà dei vaccini per l’accesso alla scuola dell’infanzia e alla scuola dell’obbligo, voluto dal Governo e messo in discussione dalla Regione Veneto”. La Sipps “approva incondizionatamente la posizione ufficiale della Società italiana di pediatria, in difesa della obbligatorietà delle vaccinazioni, espressa con grande chiarezza dal presidente Alberto Villani”.