Viaggio in Sicilia, nella suggestiva Riserva dello Zingaro [GALLERY]

La Riserva dello Zingaro, istituita nel 1981 dalla Regione Siciliana, è una delle più famose d’Italia. Posta tra San Vito lo Capo e Scopello, conosciuta da Greci e Latini come “Cetaria” per via degli abbondanti tonni che popolano le sue acque, regala ai visitatori natura incontaminata e scenari da sogno. La denominazione Zingaro alla zona venne probabilmente usato in passato per individuare l’attuale sito naturale, assai irto e scosceso. Dalla grotta dell’Uzzo sono giunti a noi importanti reperti, come i graffiti sulle pareti che testimoniano la presenza dell’uomo anche durante l’epoca preistorica. Di eccezionale valore i ritrovamenti delle sepolture dell’epoca all’esterno della grotta, che fanno presumere riti d’adorazione nei confronti di divinità antiche: questi resti umani sono ritenuti tra i più importanti del periodo preistorico rinvenuti in Europa. Si sa inoltre, che l’uomo dello Zingaro era dedito alla pastorizia, da cui ricavava le principali fonti di sostentamento. Non si hanno particolari informazioni riguardanti il periodo romano e bizantino, mentre la zona fu luogo di fervore durante il periodo arabo. Sotto i Normanni, la zona venne divisa in feudi e governata tramite i bagli, tipiche costruzioni della Sicilia occidentale, in cui i proprietari terrieri accentravano le costruzioni dei contadini. Di questi restano ancora visibili il Baglio Cusenza e il Baglio di Scopello. Cosa visitare? Oltre alla celebre Tonnarella dell’Uzzo, tra le mete estive più gettonate, è possibile ammirare la bellezza di altre calette: Cala Torre dell’Uzzo, Cala Marinella, Cala Beretta, Cala della Disa o Zingaro, Cala della Capreria. La flora e la fauna sono molto variegate. Tra la vegetazione spiccano: olivastri, mandorli, carrubi, palme nane, oltre ad eleganti orchidee, frassini e alberi di sughero, euforbie e lentisco. Tra gli uccelli: l’Aquila del Bonelli, poiane, nibbi, gheppi, oltre al falco pecchiaiolo, gabbiani, civette, cardellini, gazze e usignoli. Il mammifero più facile da incontrare è il coniglio ma numerosi sono anche gli esemplari di volpe. La Riserva dello Zingaro è perfettamente fruibile da tutti, tre sono i percorsi classici: il primo corre lungo la costa da un limite all’altro della riserva, è il più frequentato e anche il meno impegnativo, il secondo, un po’ più faticoso, procede a zig zag sul territorio, incrociando la costa e le vette, mentre il terzo è riservato ai più sportivi, e praticamente attraversa tutto lo Zingaro dall’alto al basso. Lungo i sentieri ci si può riposare o addirittura pernottare in vecchie case coloniche restaurate.