Intorno alle 22 ora locale del 17 giugno 2017, uno tsunami ha colpito la comunità di Nuugaatsiaq, in Groenlandia: 4 persone sono morte e 11 case sono andate distrutte, secondo quanto riportato dal Joint Arctic Command of the Danish Defense e dai media, locali e internazionali.

Un sopralluogo aereo effettuato il 18 giugno ha anche identificato la prova di uno smottamento a qualche centinaio di miglia di distanza a ovest rispetto alla frana verificatasi il giorno precedente.
I dati raccolti indicano che nella frana di Nuugaatsiaq, almeno 35-51 metri cubi di materiale si sono spostati, e gran parte di questi hanno raggiunto la base del versante generando lo tsunami. I segnali sismici creati dalla frana – segnala l’USGS – hanno caratteristiche e ampiezza simili ad altre frane, estese e veloci, che hanno spostato decine di milioni di metri cubi di materiale. In aggiunta, una differenza risiede nel fatto che, oltre al segnale franoso, quello sismico sembra mostrare anche onde sismiche generate dalle forze dello tsunami applicate al terreno sia nell’area di origine che localmente, all’arrivo a Nuugaatsiaq.
