Il ghiaccio marino polare rappresenta uno dei più grandi ecosistemi del pianeta ed è composto da un ambiente complesso, caratterizzato da condizioni estreme, che tuttavia ospita al suo interno una grande varietà di microrganismi in grado di tollerarle. La presenza di questi microrganismi e la loro vita all’interno del ghiaccio marino risulta fondamentale non solo per la biologia degli oceani ma anche per la composizione dell’atmosfera soprastante, con importanti conseguenze potenziali sul clima globale. È questa una delle conclusioni di un team internazionale che coinvolge ricercatori dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr), in un lavoro pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Finora non era stato studiato nei dettagli quali siano le sorgenti di aerosol che contribuiscono alla formazione di nubi nell’atmosfera incontaminata della regione antartica. Questo è stato l’obiettivo della campagna Pegaso – Plankton-derived Emission of Gases and Aerosols in the Southern Ocean (emissioni da plancton di gas in tracce e aerosol nell’oceano australe). “Per due mesi, il team internazionale coinvolto nel progetto ha analizzato campioni di aria, acque marine e ghiaccio marino per studiare l’interazione oceano-atmosfera”, prosegue Paglione, che ha partecipato alla spedizione antartica. “Queste misure sinergiche hanno dimostrato appunto che il microbiota contenuto nel ghiaccio marino e nelle aree limitrofe dell´oceano è una sorgente significativa – precedentemente sconosciuta – di componenti organici azotati misurati in atmosfera”.
