Farmaci: disco verde in Europa per il “collirio da nobel”

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Disco verde in Europa per le gocce ‘da Nobel‘, frutto della ricerca sul Nerve growth factor (Ngf) che valse il premio a Rita Levi Montalicini. La Commissione europea ha detto sì all’immissione in commercio di un collirio a base di cenegermin per il trattamento della cheratite neurotrofica moderata o grave. Lo comunica il gruppo Dompé, sottolineando che “il prodotto diviene così il primo trattamento biotecnologico autorizzato per questa specifica indicazione in Europa, consentendo di rispondere ai bisogni dei pazienti affetti da questa patologia oculare rara e gravemente invalidante, sino ad oggi sprovvista di farmaci approvati“. Alla base di cenegermin ci sono decenni di ricerca made in Italy, a partire dagli studi della Levi Montalcini, per giungere poi alla collaborazione tra Dompé e centri di eccellenza in oftalmologia a livello internazionale. “La cheratite neurotrofica è una patologia rara particolarmente invalidante che sino a oggi ha rappresentato per i pazienti un bisogno di Salute non soddisfatto. L’autorizzazione ottenuta dalla Commissione europea è una pietra miliare per i pazienti affetti da questa patologia, per la ricerca in questo settore e per la nostra azienda“, afferma Eugenio Aringhieri, Chief Executive Officer di Dompé Farmaceutici. “E’ il nostro primo farmaco biotech ottenuto grazie al lavoro di una squadra che ha creduto sin dall’inizio in questo progetto – aggiunge il Ceo – Un viaggio lungo, complesso ma entusiasmante, che non finisce ma inizia con questo importante step regolatorio. Mettere a disposizione il prodotto in altre geografie oltre all’Europa, e in altre indicazioni, saranno i prossimi passi da fare“. Cenegermin è il nome del principio attivo del farmaco ed è la versione ricombinante del Ngf, sviluppata e messa a punto attraverso un processo produttivo biotecnologico originale del gruppo Dompé. Si tratta quindi di “una proteina del tutto simile a quella naturalmente prodotta dal corpo umano, coinvolta nello sviluppo, nel mantenimento e nella sopravvivenza delle cellule nervose“, spiega l’azienda. Somministrato in gocce oculari in pazienti con cheratite neurotrofica moderata o grave, questo collirio può aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno della cornea. “L’origine della cheratite neurotrofica è legata a un danno al nervo trigemino, che può condurre alla perdita di sensibilità corneale“, afferma Leonardo Mastropasqua, direttore del Centro nazionale di alta tecnologia in oftalmologia dell’Università degli Studi G. d’Annunzio di Chieti-Pescara. “Nelle sue forme più gravi può portare a ulcere, necrosi asettica e perforazioni corneali, con conseguenze sulle capacità visive di chi ne soffre. Proprio in virtù della ridotta sensibilità corneale – prosegue l’esperto – spesso il paziente non presenta sintomi nelle fasi iniziali della malattia. Considerate la gravità della patologia e la mancanza di valide alternative, poter disporre di un’opzione terapeutica in grado di intervenire sulle lesioni corneali appare di grande importanza per la comunità di oftalmologi e per i pazienti stessi“. Il farmaco è stato messo a punto presso il Polo di ricerca e produzione Dompé dell’Aquila grazie alla tecnologia del Dna ricombinante, con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto un gene che consente ai batteri stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano. “Considero un grande risultato aver portato per primi il Nerve Growth Factor dalla scoperta di Rita Levi Montalcini dopo tanti anni di forte impegno, fino a una terapia oggi autorizzata a livello europeo. E’ una ulteriore evidenza di come in Italia si possa fare ricerca innovativa: il settore farmaceutico del nostro Paese si conferma competitivo a livello globale“, commenta Sergio Dompé, presidente di Dompé Farmaceutici ricordando la scienziata premio Nobel: “E’ sua l’intuizione geniale da cui nasce questa ricerca“. Il percorso di registrazione del farmaco è in corso anche negli Stati Uniti.