“Qui non piove da marzo” dice sconsolata. Filippa Campo, imprenditrice agricola di Leonforte, nell’Ennese, un’estate così non se la ricorda da tempo. “In passato ci sono stati periodi duri, ma questo è uno dei peggiori” dice all’AdnKronos. Colpa dell’assenza prolungata di precipitazioni che ha trasformato il terreno rendendolo “duro come l’acciaio, impossibile da lavorare”. E poi ci sono gli alberi “anche loro sofferenti” e le lavorazioni “che siamo costretti a slittare”. Un disastro anche se Filippa prova a guardare il bicchiere mezzo pieno. “Almeno non abbiamo avuto incendi – dice – riusciremo a sopravvivere anche questa volta con tanti sacrifici”.
La fatica del lavoro lei la conosce da tempo. L’azienda che guida e che porta il suo nome l’ha ereditata dal papà. “Anche il mio bisnonno e il nonno facevano questo mestiere” racconta orgogliosa. Figlia d’arte, insomma. “Nel 2006 ho rilevato parte della ditta che adesso porta il mio nome – spiega -. Ci occupiamo prevalentemente di cerealicoltura e zootecnia”. Circa 300 pecore, cavalli e maiali da accudire e giornate che iniziano presto. “Inizio a lavorare alle 4.30 del mattino, al massimo alle 5.30, quando il sole non picchia in testa” dice sorridendo. Negli ultimi mesi, però, il lavoro è diventato più duro. “Ho difficoltà a far abbeverare le pecore quando usciamo al pascolo – racconta -, prima lungo i terreni si incontravano piccoli corsi d’acqua, adesso non si vede un filo d’erba e gli animali non possono stare giornate intere senza bere e mangiare”. Alla Regione il numero uno di Coldiretti Sicilia chiede “un servizio efficiente e che funzioni. E’ necessario che tutti gli attori coinvolti si siedano attorno a un tavolo per fare prevenzione e programmazione”. Da un capo all’altro dell’Isola, infatti, lo scenario non cambia. “Al Consorzio di bonifica 9 di Catania la situazione è disastrosa – racconta Giovanni Pappalardo, presidente di Coldiretti Catania -. Rotture continue hanno lasciato intere zone ancora senza acqua, mentre in altre arriva a singhiozzo. Gli invasi sono vuoti e già ad agosto si rischia di terminare l’acqua”.
Non si registrano particolari problemi, invece, a Caltagirone, sempre nel Catanese. “Anche lì gli invasi hanno poca acqua ma dovrebbe essere sufficiente per questa stagione” spiega Pappalardo. La siccità, comunque, ha già provocato ingenti danni. Le più penalizzate sono le produzioni di foraggi e cereali, ma l’assenza di pioggia rischia di mettere in ginocchio anche oliveti e vigneti, che “non si riescono a irrigare o per mancanza di disponibilità idrica o perché alcuni Consorzi di bonifica stanno razionalizzando i turni di irrigazione perché è finita già l’acqua nei bacini” concludono da Coldiretti.
Lo sfogo di una imprenditrice agricola: “Con la siccità costi alle stelle e guadagni a picco”
