Un volo speciale, a pochi mesi di vita, protetta da un’incubatrice nel ventre metallico di un aereo militare, con al suo fianco un’équipe di camici bianchi che vigilava su di lei. Nata a mille km da casa, a Milano, per una grave malattia congenita, una bimba curata nella Terapia intensiva neonatale del Policlinico, dopo 6 mesi ha potuto far ritorno a Taranto dove i genitori vivono, grazie a un trasporto eccezionale: un velivolo C-130J della 46esima Brigata Aerea di Pisa, che ha ospitato non solo la piccola nella sua incubatrice, ma anche un’ambulanza e i medici e rianimatori del Policlinico. Il team milanese l’ha assistita per tutto il viaggio, fino a quando l’ha affidata ai colleghi della Terapia intensiva neonatale dell’ospedale tarantino per continuare le cure di cui ha bisogno. Milano è entrata nel suo destino quando i genitori, durante i normali controlli tra il settimo e l’ottavo mese di gravidanza, hanno scoperto che qualcosa non andava: i polmoni della piccola erano stati colpiti da una grave patologia chiamata linfangectasia polmonare. Una malattia rara che, se non trattata efficacemente, può portare a una elevata mortalità entro poche ore dalla nascita. Per questo si sono trasferiti a Milano, per essere seguiti dalla Diagnosi prenatale del Policlinico, e per far nascere la bimba alla clinica Mangiagalli, struttura di riferimento a livello nazionale sia per le gravidanze complesse sia per le malattie rare. Venuta alla luce, la piccola è stata ricoverata e accudita nella Terapia intensiva neonatale diretta da Fabio Mosca, e ora – dopo 6 mesi di cure continue – è stato possibile organizzare il suo trasferimento, destinazione Taranto, anche per riavvicinare i genitori alla propria casa e alla propria famiglia. “Il successo di un trasporto così complesso – commenta il direttore generale dell’Irccs milanese, Simona Giroldi – è stato reso possibile anche grazie alla fattiva collaborazione tra la nostra Direzione medica di presidio, la Prefettura di Milano e l’Aeronautica militare. Ancora una volta il nostro ospedale ha potuto dimostrare di avere competenze, professionalità ed esperienze tali da renderci un punto di riferimento a livello italiano per la Salute dei bimbi e delle loro mamme“.
