Terremoto: Stato italiano messo ‘sotto processo’ davanti al Tribunale Pannella

I Radicali hanno deciso di ‘processare’ lo Stato italiano per la gestione del post Terremoto nel Centro Italia. Si tratta di un processo simbolico messo in piedi di fronte al Tribunale delle Libertà Marco Pannella, in cui sono chiamati a rendere la loro testimonianza cittadini e associazioni, ma anche alcune delle piu’ alte cariche dello Stato. Intanto oggi a Camerino, uno dei luoghi simbolo del sisma, presso la tensostruttura City Park, dove sono stati raccolti gli esercizi commerciali della cittadina terremotata, gli avvocati Giuseppe Rossodivita e Carolina Farina hanno letto il capo di accusa.

E’ trascorso quasi un anno dal terribile terremoto che ha colpito 131 Comuni del centro Italia, in particolare nelle Marche, nel Lazio in Abruzzo e in Umbria. Secondo i Radicali lo Stato sarebbe colpevole della mancata rimozione delle macerie che rendono i centri abitati ancora “inaccessibili“; per non avere garantito “alle popolazioni colpite idonei alloggi, pur reiteratamente promessi, nelle zone di residenza“; per non avere permesso “ai privati di far fronte autonomamente all’emergenza abitativa, con la previsione di norme, anche solo temporanee, in deroga alla ordinaria disciplina urbanistica, edilizia ed ambientale“; per non aver trovato “soluzioni immediate a sostegno delle attivita’ di allevamento e dell’agricoltura“.

“Abbiamo raccolto materiale in tutti i modi possibili – spiega all’ANSA l’avvocato Rossodivita, segretario del Comitato Radicale per la giustizia ‘Piero Calamandrei‘ -, andando sui luoghi e parlando con i cittadini, confrontandoci con le associazioni di categoria, acquisendo documenti normativi e notizie di stampa“. Il quadro delineato dall’accusa e’ molto ampio: nel mirino, tra l’altro, “l’ipertrofia normativa con 3 decreti legge e 29 ordinanze del commissario straordinario Vasco Errani“, il mancato accoglimento di emendamenti o deroghe per permettere ai cittadini di installare, almeno temporaneamente, casette provvisorie nei pressi delle case danneggiate, la scelta di procedure “totalmente inadatte a fronteggiare l’emergenza, volte tutelare astrattamente il controllo e la trasparenza a scapito dell’efficacia degli interventi”.

Alla lettura hanno assistito cittadini, rappresentanti dei comitati dei terremotati, big del Partito Radicale come Maurizio Turco, Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Maria Antonietta Farina. La presidente del Tribunale delle Libertà Laura Arconti, storica militante radicale, 94enne, non ha partecipato ma ha inviato un messaggio. La fase dibattimentale si aprira’ in autunno, davanti alla Corte presieduta dall’ex magistrato Carmelo Rinaudo: oltre ai terremotati, saranno chiamati a rendere la loro versione dei fatti anche il premier Paolo Gentiloni e il suo predecessore Matteo Renzi, i ministri Minniti e Alfano, ma anche il capo della Protezione Civile Curcio, Errani, i quattro presidenti delle Regioni colpite dal sisma.

“Non sono imputati – precisa Rossodivita -, ma testimoni, se vengono sara’ un segnale di disponibilita’ al confronto”. All’esito del processo il materiale acquisito sara’ utilizzato per preparare un ricorso collettivo alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo, aperto alla sottoscrizione delle popolazioni terremotate. “Sara’ la Corte Europea – conclude Rossodivita – a decidere se sono stati lesi diritti fondamentali”.