Sarà Trento la prima città italiana a vantare un corso di laurea magistrale in Meteorologia; sarà organizzata in collaborazione con l’Università di Innsbruckil e sarà il primo in Italia, all’interno del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e meccanica, in stretta relazione con Fisica dell’atmosfera. «Le idee e i progetti stanno subendo l’ultimo vaglio, conto di arrivare all’approvazione del Piano strategico a fine settembre o ad inizio ottobre» spiega il rettore alla vigilia della presentazione di domani della bozza di Piano 2017-’21 al consiglio di amministrazione. Per il Piano strategico, in gioco ci sono circa sei milioni di euro. «Il Piano, per statuto, ha valenza triennale. Ma si proietta, nel suo sviluppo, su cinque anni. E nella programmazione triennale della Provincia, che veicola i contributi dello Stato e risorse proprie per l’Università, non c’è alcuna previsione di crescita delle risorse. Siamo costretti a fare tutto a risorse costanti, anzi calanti rispetto a qualche anno fa. Anche per questo siamo chiamati a valorizzare ciò che già ci sa fa, facendo molte cose nuove, rompendo gli steccati tra dipartimenti» afferma Collini.
«Ora, ipotizziamo di creare un percorso formativo specifico. Si tratta di avere un analista che non solo sa maneggiare dati e algoritmi, ma anche che sia anche in grado di interpretarli e capirne il contenuto» spiega Collini. Si prospetta dunque un’importanza sempre maggiore per lo scienziato dei dati, questa nuova figura professionale in procinto di nascere.
