Siamo in India, nel Rajasthan. E’ qui che sorge uno dei posti più spettacolari del Paese: il Chand Baori, noto anche come tempio dei mille gradini. In origine risorsa fondamentale di tutti gli abitanti della zona, venne costruito nell’ottavo secolo dal re Chand di Abhaneri, della dinastia di Nikumbha, rappresenta un pozzo dal forte impatto scenico, con 3500 gradini divisi per scalinate che scendono per oltre 13 piani, spingendosi per circa 100 metri sotto il livello del terreno. Il Chand Baori, posto in cui ristorarsi dalla calura, oltre che di aggregazione sociale e teatro di cerimonie religiose, è uno dei più mirabili esempi di architettura del passato, ricco di leggende altamente suggestive. Una di esse, ad esempio, vuole che il pozzo sia stato costruito in una sola notte dagli spiriti. Di fronte ai gradini, sorge il tempio di Harshad Mata, risalente al VII secolo. Ad osservarlo dall’alto, l’aspetto è quello di un rigoroso reticolo di forme geometriche, basate principalmente su triangolo e quadrato, in cui si intrecciano spiritualità, ingegneria e tradizione, raggiungendo risultati eccezionali per complessità e raffinatezza. Si tratta, dunque, di un artificio per la sopravvivenza allo stato puro, in quanto ha garantito, insieme ad altri pozzi a gradini disseminati per l’India, l’approvvigionamento idrico di uno dei Paesi dalle riserve d’acqua più esigue. I giganteschi pozzi venivano scavati per sfruttare le violente ma brevi piogge monsoniche, alternate a lunghissimi periodi di siccità.
