Montagna, il direttore della scuola alpina della polizia: con il caldo serve maggiore cautela

La situazione nelle nostre montagne è in questo momento più critica del solito per le condizioni meteo-climatiche. In particolare, questo caldo inusuale deve implicare una maggiore accortezza per la possibilità più alta di malori. E poi c’è un effetto sul terreno e in modo specifico sui ghiacciai, e alle maggiori altitudini dove è scomparsa la neve“: lo ha dichiarato all’AdnKronos Vittorio Zamparelli, direttore del Centro di Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena. “La cautela non è mai troppa, in molti si avventurano senza la dovuta preparazione. Soprattutto le persone di età medio-alta devo valutare la loro tenuta fisica. Occorre un’opportuna conoscenza dei luoghi, senza sottovalutare nulla. La montagna è un ambiente che va approcciato con grande umiltà”. I consigli principali sono quelli di “controllare sempre le previsioni meteorologiche, e partire molto presto per evitare il troppo caldo e il rischio di temporali per le nubi che si addensano nel pomeriggio. Poi occorre dotarsi delle attrezzature necessarie ed evitare al massimo di avventurarsi da soli, anche nei boschi, che possono essere perfino più pericolosi dei sentieri, perché è più facile perdersi e in caso di smarrimento o caduta anche per i soccorritori può essere più difficile rintracciare il luogo in cui intervenire“. “E’ bene cercare di sapere prima se nei luoghi in cui ci si avventura ci sarà la copertura telefonica, in modo da poter chiamare, se possibile. Ed è sempre bene avvisare amici e parenti del percorso che si farà: questo può facilitare l’individuazione della vittima dell’incidente“.

Durante la stagione sciistica sono oltre 200 gli uomini addestrati nella scuola della Polizia di Moena che operano in oltre 50 stazioni sul territorio nazionale in attività di controllo e soccorso.