Siccità: a Roma nel 1990, si rischiò il razionamento

Dopo due mesi di siccità, a settembre del 1990 il razionamento dell’acqua a causa di una situazione di siccita’ che incombeva fu una delle soluzioni proposte da Acea; ipotesi che venne poi però evitata grazie al ritorno delle precipitazioni. E’ questo l’unico precedente negli ultimi decenni della crisi idrica che sta vivendo Roma. Una situazione che ieri ha portato Acea ad annunciare la riduzione della pressione idrica nelle case dei romani e a Fiumicino durante la notte. Il presidente di Acea Ato2 Paolo Saccani in un’intervista a Repubblica ha dichiarato: “Uno stato d’emergenza come questo non si era mai registrato. Il lago di Bracciano, tra caldo e allacci abusivi, perde quota anche in assenza di prelievi, come abbiamo sempre sostenuto. Da li’ non stiamo piu’ captando nemmeno un litro dal 12 agosto”. Qualora non arrivassero precipitazioni abbondanti e i consumi idrici tornassero ad innalzarsi, con il ritorno dei romani dalle vacanze, la strada tracciata dal gestore del servizio e’ appunto la riduzione della pressione.