Artrite reumatoide: fattori di rischio, sintomi, diagnosi e cura

L’artrite reumatoide è un’infiammazione cronica sistemica che colpisce le piccole e grandi articolazioni, potendo però coinvolgere altri organi e apparati (es. polmoni, sierose, occhi, cute, vasi). Si tratta di una malattia multifattoriale che colpisce maggiormente le donne, con piccolo di massima incidenza tra i 30 e i 50 anni.

FATTORI DI RISCHIO:Tra i fattori di rischio: predisposizione genetica, fumo, infezioni virali (Human Herpes Virus 6 ed Epstein-Barr Virus), cattiva igiene orale (parodontiti con proliferazione di Porphyromonas gingivalis).
SINTOMI:Tra i sintomi: rigidità dell’articolazione, in particolare al mattino, dolore e tumefazione causate dal versamento articolare, ipertrofia, iperplasia della membrana sinoviale e dell’edema dei tessuti molli periarticolari, coivolgimento simmetrico delle articolazioni (delle due mani, di due polsi, dei due piedi exx) sino alla perdita di funzione artticolare, rottura dei tendini, dolore cronico e persistente, distruzione irreversibile dell’articolazione, stato di invalidità. Nei casi più gravi: noduli reumatoidi, secchezza della mucosa orale e della congiuntiva, infiammazioni oculari e cataratta, sindrome da compressione dei nervi periferici, pleuriti, pericarditi, osteoporosi, arteriosclerosi.
DIAGNOSI: La diagnosi prevede un’accurata anamnesi, seguita dall’esame fisico e da esami del sangue si (es. coefficiente di sedimentazione, elevato nei soggetti aggetti da artrite reumatoide), test ematici di ricerca di anticorpi particolari come il fattore reumatoide (RF) e il peptide citrullinato anticiclico (anti-CCP). Gli esami radiologici vanno eseguiti regolarmente per monitorare l’evoluzione del danno articolare.

CURA: Dal momento che non esiste una cura definitiva, i trattamenti mirano a ridurre i sintomi lamentati dal paziente, migliorando la disabilità. L’ideale sarebbe una diagnosi precoce, prendendo la malattia nella sua fase iniziale (<6 mesi). Per ridurre rapidamente l’infiammazione articolare vengono utilizzati antinfiammatori non steroidei. Impiegati anche corticosteroidi per bocca o per via intrarticolare; farmaci antireumatici che rallentano la progressione della malattia e vengono somministrati al fallimento delle terapie convenzionali.