Il femore è l’osso più lungoo, resistente e voluminoso dell’apparato scheletrico umano. La frattura del femore è un evento traumatico estremamente grave che interessa maggiormente gli anziani, di età prossima o superiore ai 70 anni.
CAUSE: tra le cause: cadute legate a calzature non idonee, irregolarità del terreno, ambiente domestico non adatto alle esigenze dell’età, capogiri, alterazioni transitorie dela circolazione sanguigna, calo pressorio, disturbo del ritmo cardiaco. Anche i giovani possono esserne coinvolti, principalmente per un incidente stradale. Tra i soggetti a rischio: i ciclisti e chi pratica il fondo.
SINTOMI: I sintomi della frattura del femore differiscono a seconda del punto di lesione. Generalmente la frattura provoca: dolore acuto e immediato, che si può irradiare verso l’inguine, ma può essere avvertito anche all’altezza del ginocchio e della caviglia, sensazione di uno schiocco al momento del trauma, difficoltà a stare in piedi e a muovere la gamba, gonfiore, presenza di lividi e tumefazioni, deformazione e accorciamento dell’arto.

CURA E PREVENZIONE: Il trattamento è chirurgico, allo scopo di ottenere una rapida ripresa della funzionalità dell’arto, evitando complicazioni legate all’evento traumatico; in particolare alla lunghezza del periodo di immobilità (piaghe da decubito, infezioni urinarie, disturbi respiratorii, problemi circolatori, alternazioni psichiche). In caso di fratture mediali, ci si orienta verso endoprotesi ( sostituzione della sola testa del femore) o artroprotesi (sostituzione completa dell’anca: testa del femore e acetabolo). In caso di frattura scomposta in soggetti di età superiore ai 60 anni, si opta, in genere, per l’artroprotesi; mentre nei soggetti d’età superiore ai 70, verso l’endoprotesi. In soggetti più giovani o con frattura del femore di tipo laterale, potrebbe essere praticata l’osteosintesi, una tipologia di intervento chirurgico di contenzione, effettuato con appositi chiodi e placche, che mira mantenere in contatto i segmenti ossei interrotti nella loro continuità fino al momento della formazione e della consolidazione del collo osseo.