L’Uomo di Neanderthal viveva anche sul territorio di Roccastrada, in provincia di Grosseto, e, più precisamente, nella zona de La Pietra, la grande cava preistorica sulle sponde del torrente Farma, vicino a Torniella, che fa parte del Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane ed è inserita all’interno dell’omonima Riserva Naturale. A confermarlo sono le ricerche concluse pochi giorni fa dall’Unità di ricerca di preistoria e antropologia dell’Università di Siena, con il Dipartimento di Scienze fisiche della Terra e dell’ambiente, che hanno coinvolto alcuni studenti provenienti dall’Università di Genova e contato sul supporto logistico del Comune di Roccastrada.

Le ricerche sono iniziate la scorsa primavera e sono state compiute grazie alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Arezzo e Grosseto, con il sostegno dei Carabinieri Forestali, del Parco delle Colline Metallifere Grossetane, della Regione Toscana, del Comune di Roccastrada e della Società Filarmonica Popolare di Torniella. Le ricerche, inoltre, sono state sostenute da aziende del territorio grossetano, quali Diacron International ed Eurit s.r.l. A suscitare crescente interesse, anche internazionale, su La Pietra è stata la pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale di scienze geologiche Proceedings of the Geologists’ Association, di un articolo in cui il sito sul territorio roccastradino è stata inserita tra i cinque esempi italiani e russi di luoghi dove il valore storico-archeologico e quello geologico si sposano, offrendo potenzialità uniche dal punto di vista della conoscenza sulle antiche popolazioni umane.
“La Pietra – afferma Emiliano Rabazzi, assessore alla cultura di Roccastrada – è un luogo importante per la nostra storia più antica e un patrimonio da valorizzare per riscoprire e far conoscere le origini della nostra comunità e la sua evoluzione. Le ricerche condotte dall’Unità di ricerca di preistoria e antropologia dell’Università di Siena hanno portato alla luce le tracce più antiche di utilizzo di questo sito come luogo di approvvigionamento del diaspro, la tipica roccia silicea del luogo, e contribuito a ricostruire la presenza dell’Uomo di Neaderthal nella nostra area. Ringrazio Sem Scaramucci, che ha diretto la ricerca, e Adriana Moroni, dell’Unità di ricerca di preistoria e antropologia dell’Università di Siena, che lo ha affiancato in uno studio molto interessante e che potrebbe proseguire con altre fasi, puntando a rendere La Pietra un altro elemento di promozione territoriale e di riscoperta e valorizzazione della nostra storia più antica”.
