L’arrivo del maltempo è l’ultima occasione per far sperare gli appassionati di funghi dopo una stagione iniziata male con le raccolte ai minimi storici a causa della siccita’ record che ha caratterizzato l’estate 2017: lo spiega Coldiretti nel sottolineare gli effetti nei boschi dell’andamento climatico dell’estate che si classifica come la quarta piu’ siccitosa di sempre con la caduta del 41% in meno di precipitazioni ma che conquista il posto d’onore per il caldo con una temperatura media superiore di 2,48 gradi alla media, inferiore solo a quella registrata nel 2003.
Lungo tutta la Penisola i cercatori di funghi guardano al cielo e per terra sperando in una svolta dopo una estate di frustrazioni e cesti vuoti che ha colpito in realtà anche tanti buongustai con i prezzi saliti alle stelle che superano anche i 35 euro al chilo per i piu’ pregiati porcini. Con l’annata nera – denuncia la Coldiretti – c’è il rischio che vengano spacciati come nazionali i funghi importati dall’estero. Per questo la Coldiretti invita a verificare l’indicazione il luogo di raccolta o coltivazione, dell’origine in etichetta o su appositi cartellini che deve essere riportato obbligatoriamente da quest’anno dopo i chiarimenti forniti al quesito della Coldiretti nella risposta ufficiale della Commissione Europea che – sottolinea la Coldiretti – ha chiarito che le indicazioni obbligatorie devono essere presenti sui documenti che accompagnano il prodotto in tutte le fasi della commercializzazione e che l’indicazione del Paese di origine è sempre obbligatoria per tutti i prodotti ortofrutticoli freschi, anche se esentati dal rispetto della norma di commercializzazione generale, come tartufi e funghi spontanei. Una garanzia per sapere se i pregiati frutti del bosco sono stati raccolti nella Penisola o se sono arrivati in Italia da Paesi lontani con minore freschezza e garanzie di qualità e sicurezza alimentare. Si spera nell’arrivo di porcini, finferli, trombette, chiodini e le altre numerose specialità note ma è’ necessario evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – sottolinea la Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica. Le poche precipitazioni che si sono verificate sono state rapide e violente mentre – sottolinea la Coldiretti – la nascita dei funghi per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. L’attività di ricerca – conclude la Coldiretti – negli gli oltre 10 milioni di ettari di bosco che coprono quasi 1/3 della superficie italiana, non ha solo una natura hobbistica che coinvolge in autunno moltissimi vacanzieri e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici. A rischiare di rimanere a secco sono anche le numerose feste e sagre locali che tradizionalmente si moltiplicano nel mese di settembre lungo tutta la Penisola
