Secondo due studi pubblicati sulla rivista PNAS, di Sergio Baranzini, scienziato di origine italiana dell’Universita’ di San Francisco le azioni future per tentare di rallentare il decorso della sclerosi multipla potrebbero tradursi in interventi sull’alimentazione dei pazienti, con probiotici o con un trapianto di flora intestinale per eradicare dalla pancia dei pazienti i batteri nocivi che favoriscono la malattia. Infatti stando allo studio si evidenzia come pazienti affetti da sclerosi multipla presentino nell’intestino batteri rari in persone sane che esercitano effetti deleteri sul sistema immunitario, favorendo la malattia. Baranzini dopo a test condotti su topolini con sclerosi multipla ha dimostrato che quando i batteri ‘nocivi’ sono trapiantati nella pancia delle cavie la loro malattia subisce un peggioramento. Inoltre, il lavoro di Baranzini ha evidenziato come nell’intestino dei pazienti vi sia la carenza di un altro batterio, buono, protettivo nei confronti della malattia. Poi Baranzini ha constatato la carenza di un terzo batterio, Parabacteroides distasonis, che al contrario ha un’azione antinfiammatoria e un’azione immuno-regolatrice. In seguito a questi risultati, conclude lo scienziato, si spera che agendo sulla flora intestinale dei pazienti si possa operare un controllo sul loro sistema immunitario rallentando la progressione della malattia.
