Taormina. Le Rocce. Era molto tempo fa quando le star della dolce vita italiana partivano alla volta del villaggio turistico di Mazzarò e si fermavano a soggiornare nella perla Siciliana. Dopo 50 anni di abbandono uno dei posti più belli d’Italia riapre le porte grazie al mecenate Antonio Presti.
“Un luogo dimenticato per oltre 50 anni che rinascerà con l’arte, uno spazio profanato che ritorna a vivere in nome del paesaggio e con il valore etico ed estetico che ha sempre caratterizzato le azioni di Fiumara d’Arte”.

L’insediamento originale era stato pensato con una estrema cura del contesto creando una relazione ininterrotta con il paesaggio e l’ambiente circostante in un momento storico che vedeva l’ascesa di Taormina come destinazione privilegiata del turismo internazionale, ma anche della emergente classe media italiana figlia della ricostruzione. Il bene ha vissuto fasi alterne causate dall’immobilismo amministrativo fino alla definitiva chiusura avvenuta all’inizio degli anni Settanta. Da quel momento la mancanza di cura e manutenzione dei luoghi ha lasciato che degrado e abbandono prendessero il sopravvento.
Com’è avvenuto l’incontro tra “Le Rocce” e Antonio Presti?
«Questo nuovo progetto nasce dalla necessità, alle porte dei miei 60 anni, di consegnare il mio patrimonio artistico e personale: collezioni di arte contemporanea che vanno protette e trasferite al futuro. A Tusa ormai si è concluso un ciclo ed ero alla ricerca inconsapevole di un nuovo luogo che potesse preservare e conservare quel pensiero utopico che mi porto dentro da sempre. La mia anima si nutre di visioni oniriche e di quella incoscienza che oggi a molti potrebbe non convenire. Questa operazione, quindi, non nasce dalla sommatoria di nessun potere: è stato il potere universale dell’anima e del sentire che è giunto fino a me. Il potere del denaro è stato soppiantato dal potere della bellezza. Ed ecco che ho pensato a “Le Rocce” di Taormina, un luogo che per più di mezzo secolo è stato impossessato da un incantesimo dove la natura ha preso il sopravvento. Questa finestra che si affaccia sull’infinito, paradossalmente non si è fatta toccare per consegnarsi alla speculazione e al malaffare, si è difesa da intere generazioni, e noi la vorremmo riconsegnare a chi non ha potuto amare e condividere la bellezza di questo giardino incantato e a coloro che presto potranno finalmente scorgerla. E questo grazie all’impegno etico e sociale di tutti quelli che lavoreranno e mi aiuteranno per riconsegnarla alla collettività nella sua integrità morale. Quindi il mio obiettivo futuro sarà quello di costruire attorno al paesaggio un nuovo codice di fruizione, aprire l’ex Villaggio di Mazzarò alla luce e alla bellezza e riconsegnarlo al bene comune. ».
L’accordo prevede inoltre la realizzazione, di un orto botanico, interventi di salvaguardia e valorizzazione delle coste e dell’ambiente, l’attivazione di percorsi turistici, ambientali e culturali, l’attivazione di un’accademia delle arti e del restauro con una sezione specifica dedicata al turismo da destinare prevalentemente all’attività museale all’aperto con opere provenienti da tutto il mondo realizzate in loco e disseminate nel territorio sul modello di Fiumara d’Arte.