Uova contaminate: troppi allevatori utilizzano il fipronil anche in Italia, “non bisogna abbassare la guardia”

Vietato abbassare la guardia sui pericoli delle uova contaminate, che tanto hanno causato panico questa estate a causa di un insetticida, il fipronil, vietato per questo scopo. Altrimenti c’è il rischio che un altro allarme ci colga di nuovo impreparati. E’ il messaggio lanciato da veterinari, allevatori ed esperti del settore durante il convegno dedicato alle infestazioni aviarie che si è svolto oggi a Parma, organizzato da Msd Animali Health. Il nemico delle uova si chiama Dermanyssus gallinae, che è certamente l’ectoparassita più diffuso negli allevamenti avicoli intensivi in Europa. In Italia l’infestazione stimata di questo acaro è del 75%, ma in altri paesi come Spagna, Belgio e Olanda può arrivare al 90%. Nelle infestazioni più gravi possono attaccare le galline fino a 50 mila acari a notte.

Il Dermanyssus – spiega il professor Antonio Camarda, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bari – causa molti fastidi alle ovaiole che di conseguenza fanno uova di bassa qualità. Ma produce effetti negativi anche sull’uomo. Per gli operatori addetti al governo degli animali e per gli allevatori che con l’acaro vengono a contatto durante il lavoro in allevamento, la dermanyssosi è una vera e propria patologia professionale che si manifesta con una sindrome di tipo allergico e, nei casi gravi, addirittura con lesioni di tipo eczematoso”. Contrastare questo acaro è una sfida non semplice.

“In allevamento si utilizzano principalmente composti chimici di sintesi, ma è possibile anche ricorrere a sistemi di controllo biologico (polveri di silicio, olii di origine vegetale) o fisico (ad esempio il calore) che però non sempre hanno risposto alle aspettative – sottolinea Camarda – a volte per la difficoltà nell’impiego, altre volte perché Dermanyssus ha sviluppato resistenze che riducono l’efficacia del trattamento”. Proprio per queste difficoltà a volte ci si affida a farmaci sbagliati, come il fipronil. “Alcuni dei farmaci impiegati per il controllo delle infezioni da Dermanyssus non sono autorizzati per l’impiego nel pollame e il loro uso costituisce un grave pericolo per la salute degli animali ma anche per quella del consumatore – dichiara Camarda -. Questi farmaci, infatti, vengo utilizzati senza controllo e spesso a dosi non corrette o con modalità errate che influenzano efficacia e pericolosità. È infatti documentata l’azione tossica e cancerogena sui tessuti di alcune molecole impiegate illegalmente per il controllo degli insetti infestanti negli allevamenti avicoli intensivi”.

Il controllo delle infestazioni da Dermanyssus gallinae – conclude – deve pertanto avvenire mediante un approccio integrato sotto il coordinamento di medici veterinari esperti del settore e deve prevedere esclusivamente l’impiego di farmaci registrati per l’uso in presenza di animali, che sono sicuri ed efficaci”.