Prima Harvey, che ha devastato Houston, poi Irma che i meteorologi definiscono il più potente uragano atlantico mai registrato. Il termine uragano è stato coniato dal National Urrican Center e, secondo alcuni, deriverebbe dal caraibico Hurican, Dio del Male, nonostante altri sostengano che provenga da Hunraken, Dio della tempesta per gli antichi Maya. Gli uragani sono, in parole povere, i cicloni tropicali che si formano tra Caraibi, Stati Uniti e Australia. Essi prendono il nome di tifoni quando gravitano tra l’Oceano Indiano e il Mar Cinese mentre si parla di cicloni extratropicali in riferimento ai cicloni che si generano al di là dei tropici.

CATEGORIA 1 : Raffiche a km/h 119-153 con danni tutto sommato limitati a barche, alberi, strutture mobili, insegne, tetti. Possono osservarsi limitate inondazioni nelle zone costiere, con risalite non oltre l’altezza di un metro e mezzo;
CATEGORIA 2: Raffiche a km/h 154/177 con danni di una certa rilevanza ad alberi e strutture mobili; danneggiamenti di lieve entità anche agli immobili (finestre, antenne, tetti); le barche rompono gli ormeggi. Nelle zone costiere si possono osservare, a partire da 2-4 ore prima del landfall, inondazioni con acque fino a 2,5 metri oltre il livello medio. Può richiedersi l’evacuazione dei residenti delle zone costiere più basse;
CATEGORIA 3: Raffiche a km/h 178-208; con grandi alberi abbattuti, distruzione di strutture mobili, danni di una certa rilevanza alle case. Le basse zone costiere vengono interessate, 3/5 ore prima dell’approssimarsi del centro del ciclone, da inondazioni con acqua fino a 4 metri oltre il normale livello. Richiede l’evacuazione dei residenti delle zone costiere;
CATEGORIA 5: Raffiche ad oltre km/h 252 con danni gravissimi agli edifici, che possono anche portare al loro abbattimento; completa distruzione di tutte le strutture mobili e completo abbattimento di alberi, insegne, cartelli stradali. Estese inondazioni nelle zone costiere, che possono superare l’altezza di 6 metri oltre il livello normale; si richiede perciò l’evacuazione massiva di tutti i residenti delle zone costiere.