Siamo in Toscana, a Livorno, terza città della regione per popolazione e quinta dell’Italia centrale. Livorno vanta origini storiche tuttora incerte. Si tratta del nome di un piccolo villaggio di pescatori, situato in un’insenatura naturale poco a sud della foce dell’Arno. Livorno è così chiamata, forse, sulla base di un nome di persona romano di origine etrusca, o deriverebbe dal latino “liburna” ( nave da guerra) o dal popolo dei Liburni. La città ha costruito la sua identità sull’acqua, traendone fortuna in termini economico-sociali. Tramontato il dominio di Pisa, la sua importanza crebbe sotto la spinta dei Medici, seguiti dai Lorena, che ne fecero il principale porto del Granducato di Toscana, amato dai mercanti provenienti da ogni parte d’Europa e del Levante.

Nel 1587 Ferdinando I de Medici proclamò Livorno porto franco, emanando le leggi livornine, una serie di privilegi e concessioni per chi si fosse stabilito nella città, rendendola così cosmopolita, tollerante, multirazziale e multireligiosa. Il 19 marzo 1606 fu elevata al rango di città, nel corso di una solenne cerimonia tenuta nela Fortezza Vecchia. Livorno passò alla dinastia dei Lorena, sino all’occupazione francese, spagnola e inglese, risorgendo con la Restaurazione con la realizzazione di acquedotti, palazzi signorili, ferrovie, strutture ricettive ecc. Nel 1849 Livorno si proclamò Repubblica autonoma, seguendo poi le sorti del Regno d’Italia. Ne 1943 fu vittima di catastrofici bombardamenti che distrussero i bersagli d’interesse strategico (la raffineria ANIC, oggi Eni, l’acciaieria Motofides, il porto), oltre gran parte dell’abitato storico.