Siamo nella zona dei Black Hills, nel sud di Dakota, a sud della città di Edgemont. E’ qui che la Vivos Group, società specializzata nella costruzione di bunker di lusso, ha costruito Vivos XPoint, il primo villaggio a prova di Apocallisse. Collocato in posizione strategica, con un clima relativamente mite, isolato, sicuro, difeso, il Vivos XPoint, soprannominato “città della resilienza”, definito dai suoi stessi costruttori come “Arca per la salvaguardia dell’umanità”, è costituito da 575 bunker in cemento armato. A livello terra emergono solo un comignolo per filtrare l’aria ed una porta d’acciaio, senza finestre. Bombe atomiche, terrorismo, catastrofi climatiche, epidemie rappresentano minacce sempre più eclatanti e le psicosi che ne conseguono fanno spuntare sempre più luoghi di questo tipo, riservati ai soli milionari, dagli arredi eleganti, confortevoli, in grado di assicurare protezione, privacy e sicurezza. Il villaggio potrà ospitare massimo 5000 persone ed è già stato definito “la più grande comunità al mondo di sopravvissuti”. Guardie addestrate e militari sono addetti alla sorveglianza, h24, dei bunker, con cancelli d’accesso riservati ai soli membri di Vivos xPoint, telecamere ovunque. L’acqua, pompata da due pozzi d’acqua, raggiunge migliaia di metri di profondità in un acquifero artersiano, per poi essere immagazzinata in massicci serbatoi sotterraei. Le dotazioni del villaggio prevedono un negozio generale, un ristorante, un barr, aree barbecue, un teatro , una vasca idromassaggio ma anche palestra, clinica medica, giardini idroponici, sale riunioni, aule, una capella, un negozio per la lavorazione del legno; uno per la lavorazione dei metalli. Ogni bunker può accogliere 10-20 persone, con tutte le dotazioni necessarie per sopravvivere 1 o più anni. Gli interni sono personalizzabili, partendo da un costo base di 25.000 dollari sono ad un massimo di 200.000 dollari.
