Oggi, lunedì 9 ottobre 2017 è il 50° anniversario della morte di Ernesto “Che” Guevara, avvenuta mentre tentava di “esportare” la rivoluzione in America Latina: il Comandante è stato mito, riferimento e oggetto di culto per generazioni di giovani, simbolo di ribellione nonché icona pop.
Grazie a una celebre fotografia, cioè il ritratto del cubano Alberto Korda, il suo volto dallo sguardo fiero campeggia ancora oggi e più che mai su bandiere, magliette, poster e souvenir d’ogni tipo.

Dopo una spedizione fallita in Congo nel 1965, lasciò l’isola nel 1966, per iniziare una nuova rivoluzione in Bolivia nella speranza di creare “due, tre, molti Vietnam” in America Latina. Poco dopo l’arrivo il gruppo guidato dal guerrigliero perse però i contatti con Cuba, i viveri iniziarono a scarseggiare, lui combatteva con l’asma e tutti con le malattie.
Gli Stati Uniti presto seppero della sua presenza nel Paese. “Non sparate, sono il Che. Valgo più vivo, che morto“, sarebbe l’ultima frase detta ai militari che lo catturarono.
Il Che era stato catturato dai soldati boliviani l’8 ottobre 1967 e il giorno dopo fucilato in una scuola. Aveva 39 anni.
Il mausoleo di Santa Clara, a Cuba, con la tomba del rivoluzionario non ha mai smesso di essere una meta per devoti e turisti: Santa Clara ospita i resti dal 1997, quando furono recuperati da una tomba ‘anonima’ in Bolivia.
