Astronomia: ecco cosa ci riserva il cielo del mese di ottobre 2017

E’ ormai giunto il mese di ottobre, decimo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano e il secondo mese dell’autunno nell’emisfero boreale (della primavera nell’emisfero australe) conta 31 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile.

Il nome deriva dal latino october, perché era l’ottavo mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo.

Cosa ci riserva il cielo di questo mese?

Iniziamo dal Sole: si trova nella costellazione della Vergine fino al 31, quando entrerà in quella della Bilancia.
La durata del giorno diminuisce di 1 ora e 20 minuti circa nel corso del mese.

Si ricordi che ad ottobre torna l’ora solare: nella notte tra il 28 e il 29 le lancette dell’orologio andranno spostate un’ora indietro, dalle 03:00 alle 02:00.

La Luna sarà Piena il 5, in fase di Ultimo Quarto il 12, il novilunio sarà il 19 e la fase di Primo Quarto il 28. Raggiunge il punto più vicino alla Terra nel corso della sua orbita, il perigeo, il 9 (366857 km), ed il 25 l’apogeo (405150 km).

Credit: Massimiliano Pedi

Per quel che riguarda i pianeti del Sistema Solare, Mercurio è inosservabile. Venere e Marte sono visibili qualche ora prima del sorgere del Sole sull’orizzonte orientale tra le luci dell’alba. Giove non sarà più osservabile nelle prossime settimane. Saturno si può individuare sull’orizzonte occidentale poco dopo il tramonto, nella costellazione dell’Ofiuco. E’ possibile osservare Urano (con l’ausilio di un telescopio) per tutta la durata della notte nel suo tragitto est-sud-ovest. Nettuno è visibile (con l’ausilio di un telescopio) dopo il tramonto in direzione sudest.

Congiunzioni: Venere-Marte il 5; Luna-Venere-Marte il 17; Luna-Venere il 18; Luna-Giove-Mercurio il 20; Luna-Saturno il 24.

Credit: Massimiliano Pedi

Ottime prospettive in riferimento alle stelle cadenti: protagonista a ottobre lo sciame meteorico delle Orionidi, associato alla cometa di Halley, la più conosciuta e studiata delle comete. Per osservare quest’ultima dovremo aspettare il 2061, quindi ciò che osserveremo sono i detriti della cometa, una scia di polvere cosmica che vagabonda per il Sistema Solare. Lo sciame si produce ogni anno nel momento in cui l’orbita terrestre incrocia la scia di polveri lasciata dal passaggio della cometa. Per ammirarle basterà rivolgere lo sguardo in direzione del radiante, la zona di Orione ai confini con le stelle dei Gemelli a nord della stella Betelgeuse: l’assenza della Luna renderà l’osservazione molto agevole. Saranno ben visibili dopo mezzanotte, tra il 18 e il 23 ottobre: il picco sarà tra il 21 ed il 22 ottobre.