Un ruolo molto importante nella scoperta divulgata oggi è stato rivestito dal telescopio spaziale Fermi della Nasa, al quale l’Asi partecipa attivamente: ha contribuito soprattutto con lo strumento Gamma-Ray Burst monitor, il rilevatore di lampi gamma che e’ riuscito a catturare un segnale durato pochissimi secondi. “Rivelatori come questo osservano grandi porzioni del cielo ed e’ molto importante avere un grande campo di vista“, ha dichiarato Immacolata Donnarumma, dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) all’ANSA. Forse si deve anche a questo se “Fermi ha visto il lampo gamma in coincidenza con il segnale delle onde gravitazionali rilevato da Ligo e Virgo“. Il satellite ha attivato anche il Lat (Large Area Telescope), “ma un fondo di particelle ha impedito di fare osservazioni. I ricercatori non si sono persi d’animo, cercando un’emissione ritardata, ma nulla. Tuttavia le osservazioni fatte hanno permesso di stabilire limiti importanti alla luminosita’ di questo oggetto“.
Onde gravitazionali, Donnarumma (ASI): importante il ruolo del telescopio Fermi
Questa rappresentazione artistica mostra due stelle di neutroni piccolissime, ma molto dense, sul punto di fondersi e esplodere come chilonova. Un evento raro che dovrebbe produrre sia onde gravitazionali che un lampo di raggi gamma corto. Entrambi questi segnali sono stati osservati il 17 agosto 2017 rispettivamente da LIGO-VIrgo e da Fermi/INTEGRAL. Osservazioni successive con molti telescopi dell'ESO hanno confermato che questo oggetto, nella galassia NGC 4993 a circa 130 milioni di anni luce dalla Terra, è proprio una chilonova. Questi oggetti sono la maggior fonte di elementi chimici pesanti, come oro e platino, nell'Universo.
Crediti:
University of Warwick/Mark Garlick
