Si chiama U47700 ed è nota sul web come Pink per via del colore rosa pallido che la contraddistingue. Ha provocato vittime negli Usa, a New York e in North Caroline ed è, sfortunatamente, approdata in Italia. Anche Mario, informatico italiano di professione, che conosceva bene la rete e sapeva come muoversi, è morto per colpa della Pink, dopo un calvario in cui si è spento lentamente, giorno per giorno, all’inizio senza accorgersene.Parliamo di un oppiaceo sintetico che gli ha letteralmente bruciato il cervello, tanto che Mario ha iniziato ad addormentarsi in piedi, è finito in ospedale in preda ad una crisi epilettica, è diventato intrattabile persino per i figli. Mario è la prima vittima italiana dell’ultima droga sintetica reperibile facilmente sul web, che si riceve comodamente per posta via raccomandata.
Il 42enne torinese, infatti, l’aveva acquistata pagando in Bitcoin, la moneta virtuale. La moglie, Francessca, ha documentato alcune fasi di quanto stesse accadendo al marito con un video. Mario era seguito dal Sert che, pochi giorni prima del suo decesso, aveva concluso che, non essendoci nel sangue né tracce di eroina, né di altre sostanze note, evidentemente l’informatico soffriva di attacchi di panico, probabilmente nascenti da problemi di copppia che si sarebbero risolti, a suo dire, con una buona psicoterapia. Ora sul caso è scesa in campo la procura di Torino che ha aperto un’inchiesta per fare un po’ di chiarezza sull’accaduto. La Pink, per ora illegale in Usa, Svezia e Finlandia (ma l’aggiornamento delle cartelle dlle sostanze vietate è necessariamente più lento rispetto al proliferare delle nuove droghe), si presenta in polvere, agllomerati o compresse, venduta online con diverse diciture: “sedativo non adatto ad uso umano”, “sostanza per la ricerca chimica”.
Ultimissima frontiera dello sballo chimico, venduta sotto annunci commerciali ingannevoli, la droga viene recensita come se fosse un telefonino acquistato su Amazon al punto che un utilizzatore scrive: “Continuano le sensazioni di rilassamento muscolare e mentale ma non l’euforia iniziale che devo dire è durata pochissimo” , mentre un utente avverte: “Attenzione: questa sostanza è molto pericolosa in parte perché ne basta davvero pochissima e in parte perché come gli oppiacei, se mischiata a sostanze come alcol o keta (ketamina)o ad altri farmaci cche deprimono la respirazione e il battito può portare a crisi respiratorie e cardiache serie ed è quindi facilmente LETALE”. Francesca ricorda che la sera del suo quarantesimo compleanno Mario le parlò, per la prima volta, di un sito di psiconauti. Aveva scoperto come farsi una canna con la sigaretta elettronica, fumando un deodorante venduto in Spagna. Mario non si era mai bucato, inavalava, sniffava o si drogava per via rettale. Mario “voleva provare” e quella prova gli è costata la vita, tanto che oggi è la prima vittima italiana dell’U47700.