I protocolli esistenti “sono utili ma non risolutivi. È il momento di pensare a qualcosa di più drastico“, “da Milano deve partire la rivoluzione del rallentamento“: lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervistato dal Corriere della Sera al termine del suo intervento a Parigi in occasione di C40 Cities, il network delle metropoli internazionali impegnate nella tutela dell’ambiente. “C’è una preoccupazione altissima sul global warming tra i sindaci riuniti a Parigi. Abbiamo ragionato su cosa bisogna fare e su cosa chiedere ai cittadini per collaborare“. Per Milano la via è quella di “insistere sul trasporto pubblico e sullo sharing“, ma anche su “più biciclette, chiedendo prudenza a chi la usa, ma aiutando la loro circolazione“. L’accordo siglato da 12 metropoli mondiali a Parigi prevede che dal 2025 si acquisteranno solo mezzi pubblici elettrici. “Chiediamo all’industria di collaborare. Non è una crociata contro i diesel, ma è un tema centrale perché a Milano il 65 per cento dello smog da traffico dipende dai motori a gasolio. Noi siamo l’unica città dove in centro non si entra con un diesel Euro 4. Il nostro impegno è di estendere il divieto a tutta la città entro fine 2023“. Non si tratta di aumentare i divieti, ma di “togliere spazio alle auto. Faccio due esempi: eliminare i parcheggi di superficie in centro per disincentivare l’uso delle vetture. Ma anche il progetto della riapertura dei Navigli va in questa direzione. Il mio pensiero politico è trovare le forme per riumanizzare la città che non deve solo correre per 24 ore di fila“. La prospettiva è quella di un cambio di approccio nel modo di vivere la città: “L’idea di ‘rallentare’ credo piaccia a tutti. Vorrei che proprio dalla città dove corrono tutti parta la rivoluzione del rallentamento. Ripensiamo i tempi della città“.
Smog, Sala: la rivoluzione del rallentamento deve partire da Milano
LaPresse/Stefano Porta
