L‘Uragano Ophelia si sta abbattendo sull’Irlanda con lo status di “tempesta tropicale”: i suoi venti soffiano ancora a 137km/h e il minimo di bassa pressione è profondo 969hPa, valori tali da alimentare fenomeni violentissimi sulle isole britanniche. Le autorità di Dublino e Londra sono pronte ad accogliere quello che è considerato il maggior fenomeno atmosferico che si sia abbattuto sulle isole britanniche negli ultimi anni. L’esercito irlandese e’ stato mobilitato per intervenire nelle aree più colpite da precipitazioni e possibili allagamenti. Intanto i media irlandesi parlano di “Paese in deadlock”, con scuole chiuse (anche nel nord dell’isola) e i servizi di trasporto, dai traghetti ai tram di Dublino, che sono stati sospesi in anticipo rispetto al previsto. Si prepara anche la Gran Bretagna all’uragano: il Met Office ha esteso l’allarme arancione, uno fra i più alti, alle coste del Galles e al sud della Scozia per oggi pomeriggio.
Il governo irlandese, infatti, ha diramato un allerta rosso e avvertito di “potenziali rischi per la vita” quando l’uragano nel corso della giornata arriverà sull’isola (il landfall è ormai imminente). L’Uragano Ophelia, che sabato è passato sull’arcipelago portoghese delle Azzorre, punta ora verso il nord-est con il suo carico di raffiche violente, piogge battenti e venti potrebbero anche innescare allagamenti molto pesanti soprattutto nelle zone costiere. Il picco e’ atteso in Irlanda tra le 16 e le 23 ora italiana, quando e’ previsto che si trasformi “in un potente ciclone post-tropicale con venti della forza di un uragano”. le raffiche potrebbero superare i 160km/h in base alle condizioni orografiche locali. Anche la Scozia, il Galles e parte dell’Inghilterra sono state allertati per l’arrivo di “venti molto forti” e piogge intense in alcune aree.
Ophelia è la quindicesimo tempesta che si e’ formata nella attuale stagione ciclonica nell’Atlantico ed e’ arrivato fino a una categoria 3 (sulle 5 della scala di intensità Saffir-Simpson). Al momento di categoria 1, l’uragano e’ il sesto più importante di questa attiva e assolutamente inusuale stagione ciclonica, dopo Harvey, Maria, Irma, Lee e Jose; ed e’ anche la decima tempesta tropicale che si trasforma in urgano in maniera consecutiva sull’Atlantico: un record storico che non di ripeteva da piu’ di un secolo
Uragano Ophelia, decine di morti in Spagna e Portogallo
Intanto l’uragano Ophelia sta provocando una catastrofe ambientale in Spagna e Portogallo, dove è scattata da ieri un’emergenza incendi senza precedenti per questo periodo dell’anno, alimentata proprio dai venti impetuosi e dal clima rovente determinato dal passaggio di Ophelia sull’Atlantico. In base agli ultimi drammatici bollettini, si contano 27 morti in Portogallo e 4 in Spagna. In Portogallo i servizi di emergenza hanno registrato piu’ di 500 incendi ieri, il numero piu’ alto dell’anno in un solo giorno e il peggiore in oltre 10 anni. Nel giugno scorso, un rogo particolarmente violento aveva provocato la morte di 64 persone in Portogallo. Gli incendi di questi giorni sono alimentati, oltre che dai venti dell’uragano Ophelia, dalle temperature eccezionali rispetto alla media stagionale, sopra i +35°C, aggravate da una prolungata siccità che anche nella penisola Iberica, come in Italia, rende i suoi aridi e secchi. In Spagna, invece, si contano 4 morti e circa 20 i feriti a causa degli incendi in Galizia. Gli incendi ancora in corso sono 105, migliaia gli ettari carbonizzati. La polizia di Vigo ha identificato diverse persone per il loro possibile coinvolgimento negli incendi, anche se nessuno è stato ancora arrestato. Il ministro dell’ambiente, Isabel García Tejerina, ha chiesto la collaborazione dei cittadini per “individuare le persone responsabili di aver causato così tanti danni“.
