Homed: i mini-quartieri 3D per dare rifugio ai senzatetto

Non solo a New York ma in tutte le metropoli el mondo, il problema dei senzatetto è sempre più allarmante, considerando che sono 61.000 le persone senza fissa dimora che passano le loro notti presso centri d’accoglienza temporanei, mentre altre migliaia vivono per strada, dormendo nei tunnel della metropolitana o in altri spazi pubblici. Considerando tutto questo, l’agenzia creativa FramLab ha ideato Homed, mini-quartieri 3D per dare rifugio ai senzatetto, offrendo loro un riparo tutto l’anno, in grado di resistere ai rigidi inverni e ad assicurare un luogo fresco e soleggiato in estate. Ogni modulo esagonale è composto da un rivestiento in alluminio ossidato, l’inerno è costituito da forme organiche di bioplastica riciclabile stampata in 3D, rivestita con laminato di legno.

Ogni unità può contenere una camera da letto con angolo studio o una camera da letto soppalcata, con un bagno e non mancano arredi, mobili e attrezzature integrate in questi piccoli spazi grazie a soluzioni intelligenti, sicure e confortevoli. Complice l’incremento degli affitti non proporzionale a quello di salati, la situazione dei senzatetto è andata aggravandosi dal 2012, superando i picchi della Grande Depressione degli anni 30.

Prendendo atto che costruire nuovi palazzi è molto costoso, perché non sfruttare palazzi già esistenti, rifornendo la città di SRO (single-room occupancy), ossia di stanze singole ma economiche bandite nel 1955, stampate in 3D, in moduli esagonali da combinare. Queste piccole nicchie possono essere montate facilmente su impalcature su pareti già esistenti, con un assemblaggio sostenibile, economico e rapido.