Il 3 novembre il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria annunciava un’importante scoperta scientifica nel mondo vegetale: nello specifico veniva comunicato il sequenziamento del genoma dell’asparago per comprendere l’evoluzione dei cromosomi sessuali nelle piante grazie ad uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications, con il contributo del gruppo di genetica del Dipartimento di Agraria dell’ateneo reggino.
Per approfondire una notizia scientifica così importante a livello internazionale e ottenuta grazie alle eccellenze di un’università italiana, abbiamo intervistato il prof. Francesco Sunseri, e group leader del team di studio di genetica del Dipartimento di Agraria reggino.
Qual è il significato più importante di questa scoperta scientifica sul genoma dell’asparago?
“Il primo risultato della ricerca ha senz’altro una valenza pratica. Conoscere i geni per la determinazione del sesso, che apparentemente potrebbe sembrare una ricerca di base, risulta molto importante per i sistemi evolutivi dei cromosomi sessuali negli organismi viventi ed in particolare nelle piante. Tenendo conto che l’asparago è una specie dioica, che porta cioè fiori maschili e fiori femminili, e che si coltivano solo piante maschio di asparago, riconoscere preventivamente prima della fioritura il sesso delle piante in semenzaio è molto importante”.

Quanto è durato il lavoro per ottenere questi risultati?
“Circa 10 anni”.
Quali saranno i prossimi obiettivi?
“Noi abbiamo già sviluppato marcatori molecolari che ci consentono di individuare precocemente i maschi e le femmine, infatti basta aspettare che germini la piantina per fare un’estrazione di DNA e individuare il maschio e la femmina, selezionando cosi solo i maschi da mettere nel semenzale. Bisogna tenere conto che l’asparago è una pianta poliennale quindi un’asparagiaia si pianta oggi e dura 4-5 anni e fiorisce circa dopo un anno e mezzo dal trapianto, un po’ come le per le piante arboree, quindi bisogna sapere cosa piantare per evitare il rischio di perdere 5 anni di attività. Quindi è normale che sapere in anticipo il sesso è di estrema importanza. Un altro obiettivo è la necessità di trovare un altro gene importante per la determinazione del sesso che è il promotore del gineceo, cioè della parte femminile, perché noi abbiamo trovato il promotore dell’androceo ed il soppressore del gineceo. Quindi naturalmente si forma pure il gineceo però il gene della formazione del gineceo non lo abbiamo ancora isolato e questo potrà essere uno dei prossimi obiettivi“.
Perché è stato scelto l’asparago?
Per molti lo studio della genetica è un tabù; se dovesse spiegare in parole semplici cos’è la genetica e di cosa si occupa, come la spiegherebbe?
Visto che la genetica potrebbe risolvere diversi problemi tra cui la fame nel mondo, quanto sono importanti gli OGM e cosa pensa lei a tal proposito?
“Partendo dal presupposto che in molti paesi come gli USA, Canada, Brasile, Argentina, Cina, India e Giappone gli OGM sono autorizzati, penso che il cuore di questa ritrosia sia tutto Europeo. Io dico sempre anche a lezione ai miei studenti, parlando di OGM, che non devono schierarsi come favorevoli o contrari, ma da bravi tecnici dovranno spiegare cosa sono gli OGM stessi e come si fanno, cosicché la gente si faccia una propria opinione. Non credo in soluzioni miracolose, come appunto risolvere la fame nel modo, ma piuttosto credo sia una tecnologia che vada considerata tenendo conto che ora la conoscenza di tutto il genoma di molte specie ci consente di fare una tecnica che è un po’ più avanti delle piante geneticamente modificate, che parla di Genome editing ovvero ‘modifiche del genoma’. In cui a differenza di prima, dove noi prendevamo un gene da un batterio e lo mettevamo in pianta per fornire resistenza ad un determinato insetto, il famoso gene Bt di Bacillus turingiensis, oggi editiamo puntualmente un piccolo tratto di DNA per rendere un gene di suscettibilità non funzionale, un po’ come il soppressore del gineceo, e rendendo non funzionale un gene di suscettibilità, la pianta diventa improvvisamente resistente, e rendere resistente una pianta alla maggior parte dei patogeni… beh, do a voi la risposta di quanto sia importante”.
Questa scoperta è stata in grado di manipolare il genoma dell’asparago, come è stato possibile?
Questa importante scoperta permetterà di migliorare l’aspetto genetico dell’asparago; in particolare, quali aspetti si andranno a migliorare?
“È molto importante avere la sequenza del genoma, perché naturalmente rispetto al discorso di riconoscere quali sono tutte le sequenze codificanti per resistenze a patologie o a qualità del turione, quantità di prodotto e tanto altro, ci consentirà di fare marcatori molecolari associati a questi caratteri d’interesse per fare il cosiddetto miglioramento genetico assistito da marcatori. Gli obiettivi certamente sono quelli di migliorare quantitativamente le sostanze nutraceutiche, salutistiche e antiossidanti, come ad esempio la rutina, che in questo momento sono ritenute di grande importanza. Con la potenzialità della genetica, la coltivazione di genotipi migliorati renderà possibile produrre una quantità tale di queste sostanze che permetta di ottenere effetti protettivi nei confronti di molte patologie”.
Qual è stato il ruolo del Dipartimento di Agraria di Reggio Calabria, e quanto ha contribuito nella ricerca?