Il sottomarino argentino scomparso il 15 novembre nell’Atlantico meridionale con 44 persone a bordo, nel corso dell’ultimo contatto con la base aveva segnalato un “principio di incendio” in un settore del sommergibile dove sono custodite le batterie che lo riforniscono di energia: lo ha reso noto oggi la stampa locale. “Ingresso di acqua di mare attraverso il sistema di ventilazione al contenitore delle batterie numero tre ha provocato un corto circuito ed un principio di incendio. Batteria di prua fuori servizio. Al momento dell’immersione propulsione a circuito diviso“: questa la comunicazione del sottomarino, avvenuta alle 08:52 del 15 novembre, secondo quanto riferito dall’emittente America 24.
Da quel momento non si sono avute più notizie sul destino del sommergibile e del suo equipaggio, composto da 43 uomini e una donna.
Le ricerche proseguono e si concentrano nella zona di 36 chilometri intorno al punto in cui è stata rilevata un’esplosione. Sono 13 i Paesi impegnati: oltre all’Argentina, vi partecipano Germania, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Spagna, Stati Uniti, Francia, Norvegia, Perù, Regno Unito, Uruguay e Russia.
Il San Juan appartiene alla classe TR-1700 alimentata da motori diesel ed elettrici. Stava tornando da una missione di routine da Ushuaia, vicino alla punta estrema del Sud America, alla sua base nel Mar del Plata, a 400 km a sud di Buenos Aires. Era partito dalla base di Mar del Plata diretto proprio ad Ushuaia dove ha trascorso 3 giorni prima di invertire la rotta.
Il sottomarino è entrato in servizio nel 1983 ed è stato ammodernato tra il 2007 ed il 2014 per prolungare la sua vita operativa di 30 anni.
