“Dopo il mio blitz si è smosso tutto: mi hanno prolungato le fisioterapie che volevano interrompermi e da dicembre avrò la pensione, così è l’Italia purtroppo”. Giampaolo Matrone, un sopravvissuto della tragedia dell’Hotel Rigopiano, è intervenuto ai microfoni di “Legge o Giustizia” condotto da Matteo Torrioli ed Edoardo Caianiello su Radio Cusano Campus. Il pasticcere di Monterotondo ha parlato dopo aver appreso che il prefetto di Pescara Francesco Provolo lo ha segnalato in seguito al suo “blitz” in Prefettura. Matrone, in quell’occasione, incontrò la funzionaria che non credette alla telefonata di Quintino Marcella, primo a lanciare l’allarme per l’hotel. Matrone è stato segnalato da prefetto perché avrebbe causato stress ai dipendenti della prefettura. “Non conoscono il significato dello stress. Ce lo abbiamo noi, con il resto delle famiglie, per la vita che ci è stata distrutta – spiega Matrone – quando ho sentito quella telefonata, ho deciso che avrei dovuto incontrare quella signora. La figura che ha fatto quella persona è evidente”. Matrone voleva mostrare alla donna la sua mano e la sua gamba, praticamente inutilizzabili, forse anche a causa dei ritardi nei soccorsi: “E’ nella vita quotidiana, più che addirittura nel lavoro, che sento la mancanza degli arti in cui oggi manifesto invalidità. Ed i medici ed i fisioterapisti mi hanno chiaramente detto che qualche ora in meno sotto le macerie mi avrebbe evitato questa situazione”. Matrone aveva difficoltà con le procedure per la pensione di invalidità e per continuare le terapie nella sua città a Monterotondo: secondo la ASL, infatti, era guarito: “I primi di Novembre mi scadeva il termine per fare fisioterapia presso il centro presso il quale la svolgo. Ho in programma nei prossimi mesi di fare un altro intervento per provare a risolvere il problema e cambiando lo staff di fisioterapia ammetto di avere un po’ paura perché con chi sono in cura oggi ho davvero istaurato un rapporto umano particolare. Fino a qualche giorno fa la fisioterapia me l’avrebbero dovuta togliere, perché per loro, in seguito a visita, ero “guarito”, nonostante abbia tre nervi letteralmente fuori uso, non funzionano, sono allo zero percento. Mi hanno detto alla ASL di Monterotondo Scalo di farmi operare di nuovo per avere giorni in più, come se fossi un animale, con tutto il rispetto per loro. Ho lottato e, dopo quanto accaduto, mi hanno concesso questa proroga senza visitarmi, così é l’Italia. Dopo il mio “blitz” a Pescara, infatti, mi hanno chiamato e mi hanno detto che avrei avuto questi trenta giorni. E, guarda caso, questi trenta giorni sono poi diventati sessanta. E’ successo perché io sono diventato un “fatto mediatico”, ma cosa succede nella vita delle persone “normali”? Perché si deve arrivare a questo? Oggi per me la fisioterapia è “pane”. Io voglio ciò che mi spetta e quando sarò, e spero che lo sarò, guarito, sarò io il primo a farne a meno. Sempre poco tempo dopo il famoso “blitz”, mi ha chiamato anche il vice direttore dell’Inps per dirmi che avevano preso a cuore la mia situazione e che mi avrebbero liquidato la pensione da dicembre. Io ho chiesto quando sarebbero stati apposti i timbri sulla mia pratica e mi è stato detto che erano stati messi il 25 Ottobre: io ero stato in ufficio a fare richiesta il 19 di quel mese ed il 22 sono stato a Pescara. Insomma, un’altra coincidenza”. Oggi Matrone parteciperà al sit-in di protesta davanti alla prefettura organizzato, in suo supporto, dal Comitato Vittime di Rigopiano: “Io farei passare a queste persone dieci minuti delle sessantadue ore che io ho passato sotto le macerie. I responsabili voglio guardarli tutti negli occhi, dal primo all’ultimo. Voglio conoscere il perché di quel ritardo che è costato la vita a delle persone, voglio delle spiegazioni”. Matrone ha infine mandato un messaggio al prefetto Provolo che lo ha segnalato: “Se la poteva risparmiare, glielo dico da amico. Non hanno giustificazioni, siamo stati ostaggi di uno Stato assassino, che ci ha fatto aspettare sotto le macerie la morte. Non è colpa della montagna”.
