E’ Anna Lisa Cacciari, 65 anni, di Budrio, provincia di Bologna, l’ultima donna, in ordine cronologico, a perdere la vita per mano di chi diceva di amarla. Ad ucciderla, il marito Athos Vitali, 69 anni. Un litigio avvenuto per futili motivi, perché lei lo aveva rimproverato. A inizio novembre è stata, invece, la giovane Migena Kellezi, 30 anni, ad essere uccisa dal marito Dritan Sulollari, con un coltello da cucina col quale l’uomo si è avventato sulla donna a Gradisca d’Isonzo (Gorizia). Poco prima, Noemi Durini, uccisa dal fidanzato, picchiata forse a mani nude e poi accoltellata al capo e al collo. Proprio lei, pochi giorni prima di volare in cielo, aveva postato: “Non è amore se ti fa male. Non è amore se ti controlla. Non è amore se ti fa paura di essere quello che sei”. Pensiamo a Tiziana Cantone, morta suicida, spinta dal senso di vergogna per la diffusione online di video hard in cui era protagonista assieme al fidanzato e non solo. “Stai facendo un film? Bravo!” è la frase che è diventata un vero e proprio incubo per Tiziana: stampata su magliette, meme online e quant’altro servisse a diffonderla.
