Sistema immunitario: ecco l’istantanea del momento in cui identifica i batteri

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Il sistema immunitario, la difesa del nostro organismo che ci consente di fronteggiare tutte le insidie, che volto ha? Forse quello rappresentato dal noto cartone animato ‘Siamo fatti così’, con gli omini bianchi che si apprestavano a combattere i pericolosi nemici, alias i batteri? Ovviamente no, ma si tratta di un sistema molto complesso ed elaborato.

La risposta viene fornita dai ricercatori coordinati dalla biologa Eva Nogales, dell’universita’ della California, Berkeley e pubblicata su Science. E’ stata vista la prima ‘istantanea’ del check-point del sistema di difesa dell’organismo, cioe’ il sistema immunitario, mentre identifica un nemico: appartiene a un topo e si rivela molto piu’ efficace e complesso del sistema di controlli di un aeroporto. Identifica il batterio in arrivo con almeno sei tipi di ‘scansioni’ per capire se e’ pericoloso o meno.

Il risultato e’ stato possibile grazie a una tecnica di immagine sofisticatissima, chiamata microscopia crioelettronica, in cui il campione viene studiato a temperature molto basse. Il metodo ha permesso di vedere come una proteina del sistema immunitario del topo, chiamata NAIP5, identifica il batterio che causa la legionellosi, ossia la Legionella pneumophila, dopo che questo e’ riuscito a invadere una cellula.

La proteina esegue un’ispezione approfondita delle appendici lunghe e sottili, ossia i flagelli, che il batterio usa per spostarsi. Dopo aver identificato il microrganismo, la proteina recluta una seconda proteina e con essa forma una struttura a forma di anello che si lega al batterio. Quindi, le proteine emettono l’allarme che la cellula e’ stata invasa, innescando eventi che culminano nella morte della cellula.

‘La cellula esplode letteralmente”, ha rilevato uno degli autori, Russell Vance, microbiologo e immunologo dell’università della California, Berkeley. ”Questa – ha aggiunto – è una risposta molto efficace” e il finale ‘drammatico’ della morte cellulare ‘‘è una buona cosa se un batterio sta cercando di invadere una cellula, ma può provocare la malattia se succede troppo spesso”. Ecco perché, ha proseguito, “è importante che il sistema immunitario sia ‘scrupoloso’ nell’identificazione e la risposta altamente specifica per quel batterio’‘. La scoperta, ha concluso, Vance, aiuta a capire inoltre perché il microrganismo non può sfuggire solo mutando e fa ipotizzare che i batteri dovrebbero acquisire più mutazioni per non essere intercettati.