“Cinquanta km di deserto dividono Gallipoli da Otranto, Otranto da Santa Maria di Leuca e Santa Maria di Leuca da Gallipoli. Chiamarlo così – spiega in una nota Giorgio Greco da Seclì – è addirittura offensivo per il deserto perché anch’esso ha il suo fascino. Siamo di fronte ad un immenso cimitero di alberi, un paesaggio spettrale. Questa è la grande emergenza dovuta al disseccamento rapido dell’olivo, prima ancora della mancata produzione dell’olio. Un’emergenza paesaggistica senza precedenti per il Salento, dalle conseguenze disastrose ed inimmaginabili, destinata a durare a lungo. Mi domando: chi rifarà il paesaggio? Vorrei ricordare, a chi l’avesse dimenticato, che la foresta degli ulivi non è un bosco spontaneo ma è frutto di duro lavoro da parte di chi ha piantato e coltivato questi alberi in ogni metro di terra rossa, per decenni.“
