Ambiente, ricerca: studiare gli ecosistemi del passato per misurare la salute del pianeta

MeteoWeb

Una nuova ricerca internazionale coordinata dal Muse-Museo delle Scienze di Trento e dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige ha rilevato che lo studio di un ecosistema risalente a 260 milioni di anni fa può essere rilevante per comprendere il mondo di oggi.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Earth-Science Reviews, mostra che nel Permiano la fascia equatoriale era un’area chiave.

Il team di ricerca guidato dal paleontologo Massimo Bernardi del Muse e supportato dall’Euregio Science Fund, ha elaborato una comparazione a scala globale di siti fossiliferi, tra i quali il giacimento italiano del Bletterbach, sito parte delle Dolomiti Unesco a metà strada tra Bolzano e Trento, che mostra inattesi elementi di somiglianza tra gli ecosistemi terresti di allora e quelli di oggi.  Lo studio è parte del progetto di ricerca ‘The end-Permian mass extinction in the Southern and Eastern Alps’ sviluppato dal Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige, il Muse – Museo delle Scienze di Trento e il dipartimento di geologia dell’Università di Innsbruck in collaborazione con il geoparco Bletterbach.

I tropici furono una fucina per la biodiversità, nel lontano Permiano così come oggi. Con questo studio abbiamo dimostrato l’importanza, anche nel passato, delle aree a basse latitudini sia come ‘culle della biodiversità’, cioè luoghi di rapida evoluzione, sia come ‘musei della biodiversità’, rifugi dove sopravvivono specie estinte altrove,” spiega Bernardi.

Fabio Massimo Petti, uno dei coautori, aggiunge: “Questo studio dimostra come la fascia equatoriale rivestisse un ruolo chiave per la biodiversità del Pianeta anche in tempi antichissimi e nonostante nel corso della storia abbia visto succedersi una varietà di ecosistemi molto diversi tra loro“. “Il Bletterbach è un luogo unico oggigiorno, che nel Permiano occupava una posizione geografica chiave. Le associazioni fossili rinvenute nel Bletterbach mostrano un’abbondanza di specie superiore alla maggior parte dei siti della stessa età noti in tutto il mondo“.

Considerato il cambiamento climatico in atto e l’effetto sugli ecosistemi di tutto il globo, sempre più comparabile a quello che portò all’estinzione di fine Permiano, studi come questo contribuiscono a misurare lo stato di salute del nostro Pianeta.